Storia · Approfondimento
Il trionfo era l’onore più alto per un generale vittorioso: nato come rito di purificazione, divenne la celebrazione della potenza di Roma e dei suoi comandanti. Quello di Pompeo, nel 61 a.C., durò due giorni.
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Che cosa era la Gallia per i Romani: la Cisalpina e la Narbonese, già province, e la Gallia Comata, conquistata da Cesare in una serie di campagne dal 58 al 52 a.C.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Dimenticato per quasi duemila anni, il capo degli arverni sconfitto ad Alesia divenne alla fine dell’Ottocento un eroe nazionale francese. Ma nel I secolo a.C. non esisteva nessuna «Francia» da difendere.
Storia · Approfondimento · Critica
La conquista della Gallia non eliminò soltanto una minaccia secolare per Roma: portò il mondo celtico dentro la civiltà romana e preparò, con la romanizzazione, la nascita della Francia e dell’Europa.
Storia · Approfondimento · Attualità
Gran parte delle antiche Gallie è oggi la Francia: un paese nato dall’incontro fra la romanizzazione e i franchi, fondatore della Comunità europea, patria dell’Illuminismo e della rivoluzione che hanno dato all’Europa le parole della democrazia.
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La guerra fra Cesare e Pompeo in sei tappe, dal Rubicone a Munda (49-45 a.C.): una guerra civile combattuta in tutto il Mediterraneo, dalla Spagna all’Egitto.
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Fra le riforme di Cesare c’è il nuovo calendario solare di 365 giorni, con un giorno in più ogni quattro anni: corretto da papa Gregorio XIII nel 1582, è ancora oggi il calendario della maggior parte del mondo.
Storia · Approfondimento · Critica
Lo schiavo trace che sfidò Roma è diventato un eroe romantico della libertà. Ma nel mondo romano, che contava milioni di schiavi, le grandi rivolte furono pochissime: perché gli schiavi non trasformarono mai la loro sofferenza in un progetto di liberazione?
Storia · Approfondimento
Dopo la vittoria su Mitridate, Pompeo riorganizza l’Oriente romano: nuove province, una cintura di regni clienti verso i parti, la Giudea tributaria. Un assetto che durerà fino all’età imperiale.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Fra l’XI e il XIII secolo i monaci benedettini e le maestranze pisane e lombarde riempiono la Sardegna di chiese romaniche, spesso isolate nella campagna: dalla Santissima Trinità di Saccargia a Santa Giusta.
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Due tabelle ricostruiscono la popolazione della Sardegna dal 1485 al 1981: fino al 1678 i censimenti contano i «fuochi», cioè le famiglie, poi gli abitanti.
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Figlia di Mariano IV, Eleonora governa l’Arborea alla fine del Trecento e guida la lotta contro gli Aragonesi fino a controllare quasi tutta l’isola: è diventata il simbolo dell’antica libertà dei Sardi.
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Il Parlamento del Regno, diviso nei tre Stamenti militare, ecclesiastico e reale, votava i tributi chiesti dal sovrano, il «donativo», e in cambio presentava le sue richieste, che approvate diventavano legge. I suoi Atti, a partire dal 1355, sono una fonte preziosa per la storia dell’isola.
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Per secoli i pirati barbareschi del Nordafrica assaltano le coste sarde, saccheggiano i villaggi e catturano schiavi. Le popolazioni si ritirano nell’interno, e la Corona costruisce una catena di torri di avvistamento lungo le coste.
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La peste del 1652-56 e la carestia del 1680-81 sconvolgono la Sardegna: i censimenti registrano un crollo della popolazione, che colpisce prima le città e poi le campagne.
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Con gli Aragonesi e gli Spagnoli si riorganizzano le diocesi e arriva un clero spesso straniero; dopo il Concilio di Trento i Gesuiti aprono scuole e collegi, mentre l’Inquisizione spagnola perseguita gli eretici, come il giurista cagliaritano Sigismondo Arquer, arso vivo nel 1571.
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Per sostenere i contadini, nel 1767 i Savoia riorganizzano i Monti frumentari, che prestano il grano per la semina da restituire dopo il raccolto. Fioriscono per alcuni decenni, poi entrano in crisi; il problema della proprietà della terra, denunciato da Francesco Gemelli, resta irrisolto.
Storia · Approfondimento · Stile
Nelle imprecazioni sarde ricorre «su bugginu»: forse il ricordo del severo ministro Bogino, identificato con il boia, forse invece una parola di origine spagnola, come pensava il linguista Max Leopold Wagner.
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Il 28 aprile è la festa del popolo sardo: ricorda il 1794, quando i Cagliaritani costrinsero i funzionari piemontesi a imbarcarsi per il continente. La scelta della data è stata discussa, ma celebra la capacità dei Sardi di opporsi a una dominazione esterna.
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Dopo il 1848 la Sardegna manda i suoi deputati a Torino e poi a Roma: una classe politica spesso debole, ma con figure di rilievo come il federalista Giovanni Battista Tuveri, il democratico Giorgio Asproni e il liberale Francesco Cocco-Ortu.
Storia · Approfondimento
Una tabella con il numero di ovini, caprini, bovini, equini e suini allevati in Sardegna dal 1864 al 1985: le pecore passano da circa mezzo milione a quasi quattro milioni.
Storia · Approfondimento
Fra il 1873 e il 1878 lo Stato espropria per tasse non pagate migliaia di piccoli proprietari: la tabella mostra che la Sardegna, da sola, subisce il 58,3% di tutti gli espropri del Regno.
Storia · Approfondimento
Dal 1848 al 1913 a votare è solo una piccola minoranza, scelta per censo e istruzione; le riforme del 1882 e del 1913 allargano il voto, fino al suffragio universale maschile. Due tabelle mettono a confronto la partecipazione in Sardegna e in Italia.
Storia · Approfondimento
Il confronto fra i risultati elettorali del 1921 e del 1924 in Sardegna mostra la crisi dei partiti democratici e l’avanzata della lista fascista.