Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Figlia di Mariano IV, Eleonora governa l’Arborea alla fine del Trecento e guida la lotta contro gli Aragonesi fino a controllare quasi tutta l’isola: è diventata il simbolo dell’antica libertà dei Sardi.
Perché Eleonora d’Arborea è diventata un simbolo della Sardegna?
Lezione
Tra le personalità protagoniste della storia sarda, Eleonora d’Arborea è certamente una delle più famose, forse perché donna o forse perché rappresenta, nella storia isolana, una sorta di simbolo di un’antica libertà perduta e delle ultime resistenze al dominio straniero.
Figlia di Mariano IV e sorella di Ugone III, giudici di Arborea, Eleonora si trovò, nel 1383, alla morte di Ugone, a governare il Giudicato in luogo del figlio Federico, erede al titolo di giudice ma troppo giovane per poter governare. Quindi, pur essendo definita «giudicessa» (juighissa), Eleonora fu soltanto una giudicessa-reggente, ma riuscì con abilità ad affrontare la difficile situazione creatasi nell’isola in seguito alla progressiva occupazione aragonese e alla resistenza opposta dal Giudicato di Arborea.
Sotto il suo governo, la lotta condotta dagli Arborensi fu coraggiosa e fortunata, tanto che Eleonora riuscì a conquistare il controllo di quasi tutta l’isola, ad eccezione delle città di Cagliari e di Alghero e di poche altre zone. Ma nel 1403 (la data è incerta ma probabile) Eleonora morì di peste e con lei venne meno anche la compattezza delle forze arborensi: infatti, qualche anno più tardi, nel giugno del 1409, un esercito aragonese, guidato da Martino il Giovane, figlio del re d’Aragona, sconfisse a Sanluri le truppe arborensi, rioccupando in poco tempo tutta l’isola. Aveva termine così anche il Giudicato di Arborea, ultimo baluardo dell’autonomia dei Sardi dal potere straniero.
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