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Officina delle lettere

Letteratura italiana Analisi

Il principe e il favore del popolo: analisi del testo

Il principato civile come rovescio del principato conquistato con il delitto; i due «umori» della città; perché il popolo è un fondamento più sicuro dei grandi; il proverbio del fango e gli esempi storici; il rischio del passaggio al potere assoluto; Machiavelli teorico del conflitto sociale; uno stile fatto di alternative e simmetrie.

Storia Lezione

La repubblica dei potenti: la crisi e il potere dei comandanti

Nel I secolo a.C. la repubblica è all’apice della potenza ma attraversa una crisi profonda: istituzioni pensate per una città-stato, una classe dirigente divisa fra ottimati e popolari, e soprattutto eserciti fedeli ai loro generali più che allo stato. Da qui nascono i «potenti» come Pompeo.

Percorso: Pompeo, Crasso e Cesare · tappa 1 di 9

Storia Lezione

Nasce il Partito Sardo d’Azione

Dal movimento degli ex combattenti nasce nel 1921 il Partito Sardo d’Azione, il primo partito di massa dell’isola, che chiede l’autonomia e combatte il clientelismo; fra i suoi capi Emilio Lussu e Camillo Bellieni, per il quale bisognava «riconoscersi sardi per essere veramente italiani».

Percorso: Dall’Unità alla Repubblica · tappa 4 di 5

Storia Lezione

Il fascismo e la seconda guerra mondiale

Il fascismo arriva in Sardegna con lo squadrismo e con il prefetto Gandolfo, che porta molti sardisti nel partito di Mussolini. Il regime promette sviluppo, fonda Carbonia, Mussolinia e Fertilia e bonifica alcune terre, ma l’isola resta povera e il consenso è tiepido. Nel 1943 Cagliari viene distrutta dai bombardamenti; dopo la guerra si apre il dibattito sull’autonomia.

Percorso: Dall’Unità alla Repubblica · tappa 5 di 5

Storia Lezione

Nasce la Regione autonoma della Sardegna

Dopo la guerra i Sardi tornano a votare: nel 1946 per la Costituente e nel 1948 per il Parlamento, con la Democrazia Cristiana primo partito. Il dibattito si concentra sull’autonomia: il 31 gennaio 1948 viene approvato lo Statuto speciale e nel 1949 si elegge il primo Consiglio regionale.

Percorso: La Sardegna autonoma · tappa 1 di 3

Storia Lezione

La vittoria sulla malaria e il Piano di rinascita

Nel dopoguerra una grande campagna della Fondazione Rockefeller libera la Sardegna dalla malaria. La Regione punta poi sulla riforma agraria e soprattutto sul Piano di rinascita, finanziato dallo Stato: ma l’industrializzazione, concentrata in pochi grandi impianti petrolchimici, non crea lo sviluppo sperato, e centinaia di migliaia di Sardi emigrano.

Percorso: La Sardegna autonoma · tappa 2 di 3

Storia Lezione

Dagli anni Settanta a una nuova autonomia

Dagli anni Settanta la Sardegna cambia in fretta: nuovi equilibri politici, il ritorno del sardismo, una società più aperta ma anche nuove forme di criminalità, come i sequestri di persona. Il turismo diventa una risorsa e un rischio; negli anni Novanta, con la crisi dei partiti, si torna a discutere di una nuova autonomia.

Percorso: La Sardegna autonoma · tappa 3 di 3

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La conquista aragonese e il Regnum Sardiniae

Nel 1297 il papa infeuda la Sardegna al re d’Aragona; la conquista comincia nel 1323 e incontra per quasi un secolo la resistenza dell’Arborea, piegata solo nel 1409 a Sanluri e definitivamente nel 1478 a Macomer. Il nuovo Regnum Sardiniae, governato da un viceré, introduce il feudalesimo, che segnerà l’isola per secoli.

Percorso: Aragonesi e Spagnoli · tappa 1 di 3

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La Sardegna spagnola nel Cinquecento

Con l’unione di Aragona e Castiglia la Sardegna diventa spagnola. Sotto Carlo V, impegnato altrove, i baroni rafforzano i loro privilegi; l’isola è base delle spedizioni contro Tunisi e Algeri e si difende dai pirati barbareschi. Con Filippo II cresce il peso dei funzionari laureati, il ceto togato.

Percorso: Aragonesi e Spagnoli · tappa 2 di 3

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La Sardegna spagnola nel Seicento

Nel Seicento la Spagna in crisi chiede alla Sardegna sempre più tributi; le tensioni sfociano nel 1668 nell’uccisione del marchese di Laconi e del viceré Camarassa. Peste e carestie spopolano l’isola, l’economia ristagna; intanto il castigliano si affianca al catalano e nascono le università di Cagliari e Sassari.

Percorso: Aragonesi e Spagnoli · tappa 3 di 3

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Dalla Spagna ai Savoia: banditismo e riforme

Con la guerra di successione spagnola la Sardegna passa agli Asburgo e poi, nel 1720, ai Savoia, che diventano «re di Sardegna». Il nuovo governo reprime con durezza il banditismo; dalla metà del secolo il ministro Bogino avvia riforme prudenti nell’amministrazione, nell’istruzione e nell’agricoltura, senza però toccare il feudalesimo.

Percorso: Settecento e primo Ottocento · tappa 1 di 3

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Le rivolte di fine Settecento e Giovanni Maria Angioy

Negli anni Novanta del Settecento la Sardegna vive il suo momento rivoluzionario: respinto lo sbarco francese del 1793, i Sardi chiedono più autonomia e il 28 aprile 1794 cacciano da Cagliari i funzionari piemontesi. Le campagne insorgono contro i feudatari; Giovanni Maria Angioy guida il movimento antifeudale, ma nel 1796 è sconfitto e muore esule in Francia.

Percorso: Settecento e primo Ottocento · tappa 2 di 3

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La terra, la fine del feudalesimo e la «fusione perfetta»

Nell’Ottocento i Savoia cambiano a fondo la Sardegna: l’Editto delle chiudende del 1820 crea la proprietà privata della terra, Carlo Alberto abolisce il feudalesimo nel 1836-39 e nel 1847 la «fusione perfetta» unisce l’isola al Piemonte. Le riforme però pesano sui contadini e sui pastori e lasciano un diffuso senso di delusione.

Percorso: Settecento e primo Ottocento · tappa 3 di 3

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La Sardegna dopo l’Unità: inchieste, crisi e banditismo

Dopo l’Unità la Sardegna resta ai margini del nuovo Stato: le inchieste parlamentari ne documentano la miseria, la guerra doganale con la Francia colpisce l’agricoltura e l’allevamento, le tasse portano all’esproprio migliaia di piccoli proprietari. Esplode il banditismo, a cui lo Stato risponde con la repressione, come nella grande retata di Nuoro del 1899.

Percorso: Dall’Unità alla Repubblica · tappa 1 di 5

Storia Lezione

Il mondo operaio e la cultura sarda nell’Ottocento

Nell’Iglesiente le miniere di piombo e zinco creano il primo nucleo di classe operaia sarda, sfruttata e combattiva: lo sciopero di Buggerru del 1904 costa la vita a tre minatori. Intanto la cultura isolana cresce, fra lo scandalo delle false Carte d’Arborea, Grazia Deledda e i nuovi giornali; ma nelle campagne la scuola resta un corpo estraneo.

Percorso: Dall’Unità alla Repubblica · tappa 2 di 5

Storia Lezione

Il primo Novecento e la Grande guerra

Con Giolitti arrivano le prime leggi speciali per la Sardegna e le grandi opere sul Tirso. Nella prima guerra mondiale i soldati sardi, quasi tutti contadini e pastori, combattono nella Brigata Sassari e pagano un prezzo altissimo; tornano a casa cambiati, decisi a ottenere la terra che era stata loro promessa.

Percorso: Dall’Unità alla Repubblica · tappa 3 di 5

Storia Lezione

Fenici e Cartaginesi in Sardegna

Dal IX secolo a.C. i Fenici fondano sulle coste sarde scali commerciali che diventano città. Nel VI secolo Cartagine conquista gran parte dell’isola e la domina per tre secoli, fino all’arrivo dei Romani nel 238 a.C., lasciando una civiltà sardo-punica fatta di città, commerci e culti.

Percorso: La Sardegna antica · tappa 3 di 5

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La Sardegna romana

Conquistata nel 238 a.C., la Sardegna resiste a lungo: la rivolta di Ampsicora del 215 viene schiacciata, ma le popolazioni dell’interno, i Barbaricini, restano ribelli per secoli. Roma sfrutta l’isola per il grano e le miniere, costruisce città e strade e la romanizza lentamente; poi arriva il cristianesimo.

Percorso: La Sardegna antica · tappa 4 di 5

Storia Lezione

Vandali, Bizantini e Arabi

Dal V al X secolo la Sardegna passa ai Vandali, poi all’Impero bizantino, che la governa da lontano; papa Gregorio Magno ne promuove la cristianizzazione. Le incursioni arabe la isolano sempre di più, finché nel 1015-1016 Pisa e Genova respingono l’ultimo tentativo di conquista.

Percorso: La Sardegna antica · tappa 5 di 5

Storia Lezione

I Giudicati: origini e organizzazione

Rimasta senza la protezione di Bisanzio, la Sardegna si divide in quattro regni autonomi, i Giudicati di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura. Ognuno è governato da un giudice, re ereditario, che amministra il territorio diviso in curatorie insieme ai notabili riuniti nella «corona de logu».

Percorso: Il Medioevo dei Giudicati · tappa 1 di 4