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Lezione

Le espropriazioni per debito d’imposta (1873-1878)

Quanto pesò il fisco del nuovo Stato sui contadini sardi?

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Ritratto inciso in un ovale di un uomo con la barba e i baffi, in giacca scura
Lodovico Bigola, Ritratto di Quintino Sella, ministro delle Finanze della Destra storica, che impose una dura politica fiscale per risanare il bilancio dello Stato. Torino, Accademia delle Scienze. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Fra il 1873 e il 1878 lo Stato espropria per tasse non pagate migliaia di piccoli proprietari: la tabella mostra che la Sardegna, da sola, subisce il 58,3% di tutti gli espropri del Regno.

Quanto pesò il fisco del nuovo Stato sui contadini sardi?

Lezione

La politica fiscale della Destra Storica incise pesantemente sulle condizioni del mondo contadino e in particolare dei piccoli proprietari terrieri, costretti a pagare le imposte in moneta e in misura spesso troppo gravosa. In caso di inadempienza agli obblighi fiscali veniva espropriata la terra o altre proprietà immobiliari.

A chiarire gli effetti di questa tassazione sul Meridione, sulle isole e in particolare sulla Sardegna, valgano alcune cifre sulle espropriazioni forzate per debiti di imposta non pagati nei sei anni che vanno dal 1873 a tutto il 1878, relative alla Sardegna, alla Sicilia e al Mezzogiorno tirrenico, confrontate con le cifre relative al resto delle regioni italiane.

Area Numero di espropri Debito per imposte non pagate (in lire)
Sardegna 20.027 (58,3%) 1.996.316 (59,3%)
Sicilia 6.392 532.326
Mezzogiorno tirrenico 3.135 427.968
Le altre regioni 4.771 417.715
Totale 34.325 3.365.325

Appare evidente che a subire le conseguenze più pesanti fu tutto il Meridione d’Italia, ma soprattutto la Sardegna che, da sola, subì il 58,3% degli espropri e i cui debiti di imposta risultarono il 59,3% del totale nazionale.

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