Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Le campagne contro i pirati e contro Mitridate rafforzano il dominio romano e attribuiscono a Pompeo un potere militare eccezionale.
Perché le emergenze militari favoriscono la concessione di poteri straordinari a Pompeo?
Lezione
La pirateria e il grano di Roma
Dopo il consolato, Pompeo rimane un protagonista della politica romana. Una nuova occasione di affermazione deriva dalla pirateria, particolarmente forte nel Mediterraneo orientale e lungo le coste dell’Asia Minore.
I pirati organizzano flotte, assaltano imbarcazioni e catturano persone da vendere o riscattare. Le loro basi si trovano anche in Cilicia e nell’area cretese.
La minaccia riguarda direttamente Roma: una parte importante del suo sostentamento dipende dalle importazioni di grano. L’insicurezza delle rotte può provocare scarsità di viveri, aumento dei prezzi e disordini.
La legge Gabinia del 67 a.C.
Nel 67 a.C. la legge Gabinia, proposta dal tribuno Aulo Gabinio, affida a Pompeo un comando straordinario contro i pirati.
L’incarico prevede un’estesa area di operazioni, risorse ingenti e una durata pluriennale. Pompeo può coordinare le forze attraverso numerosi subordinati, superando la frammentazione dei comandi ordinari.
La campagna ottiene risultati molto rapidi, nell’arco di pochi mesi. La sicurezza delle rotte viene ristabilita e il prestigio di Pompeo cresce ulteriormente.
Il problema istituzionale
La concentrazione del comando permette un’azione efficace. Al tempo stesso indebolisce il principio secondo cui il potere deve essere distribuito, temporaneo e sottoposto a controlli.
La repubblica affida così la propria sicurezza a un uomo che, grazie al successo, diventa ancora più difficile da limitare politicamente.
La guerra contro Mitridate
Nel 66 a.C. la legge Manilia assegna a Pompeo il comando contro Mitridate VI, re del Ponto e avversario di Roma da decenni.
La guerra era stata condotta in precedenza da Lucullo, che aveva ottenuto importanti vittorie ma incontrato difficoltà militari e politiche. Nel conflitto era coinvolto anche Tigrane, re d’Armenia e alleato di Mitridate.
Pompeo sconfigge Mitridate e ottiene la sottomissione di Tigrane. Il re del Ponto, ormai isolato e colpito dalla ribellione del figlio Farnace, muore nel 63 a.C..
La sistemazione dell’Oriente
Pompeo riorganizza una vasta area attraverso province, regni clienti e accordi con le autorità locali. La Siria diventa provincia romana; la Giudea viene assoggettata alla supremazia di Roma.
Le condizioni dei singoli territori sono diverse: la Cappadocia conserva un sovrano cliente, mentre la Bitinia e parte del Ponto vengono organizzate in ambito provinciale.
L’espansione accresce le entrate pubbliche e apre possibilità economiche per finanzieri e appaltatori romani. Pompeo costruisce inoltre una rete di relazioni personali con città e sovrani orientali.
Il ritorno del 62 a.C.
Pompeo torna in Italia nel 62 a.C. e congeda l’esercito. Il gesto smentisce il timore di un’immediata occupazione militare di Roma.
Chiede però il riconoscimento dei provvedimenti adottati in Oriente e l’assegnazione di terre ai veterani. Gli ostacoli incontrati in Senato contribuiscono a spingerlo verso l’alleanza con Cesare e Crasso.
Per andare oltre
Approfondimenti
- StoriaL’Oriente di Pompeo
Dopo la vittoria su Mitridate, Pompeo riorganizza l’Oriente romano: nuove province, una cintura di regni clienti verso i parti, la Giudea tributaria. Un assetto che durerà fino all’età imperiale.
- StoriaIl trionfo
Il trionfo era l’onore più alto per un generale vittorioso: nato come rito di purificazione, divenne la celebrazione della potenza di Roma e dei suoi comandanti. Quello di Pompeo, nel 61 a.C.,…
Esplora la rete dei collegamentiApprofondimenti motivati, non semplici contenuti correlati
Collegare