Storia · Lezione
La Sardegna, seconda isola del Mediterraneo e la terra più antica d’Italia, è abitata fin dal Paleolitico. Nell’età prenuragica i suoi abitanti passano dalle grotte ai villaggi, lavorano l’ossidiana, venerano la Dea Madre e costruiscono tombe e santuari come l’altare di Monte d’Accoddi.
Storia · Lezione
Dal 1800 al 238 a.C. la Sardegna vive la sua civiltà più originale, quella dei nuraghi: una società di pastori, agricoltori e guerrieri organizzata in tribù, abile nella lavorazione dei metalli e devota alle acque e ai morti.
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Le torri di pietra a tronco di cono sono il simbolo della Sardegna: ne restano circa settemila. Nate come fortezze e dimore dei capi, si allargano in castelli con più torri e villaggi intorno, come a Barumini.
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Le statuette di bronzo trovate nei santuari mostrano capi, guerrieri, sacerdoti, pastori e animali: sono un ritratto della società nuragica e la prova di una vera industria metallurgica.
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Dal IX secolo a.C. i Fenici fondano sulle coste sarde scali commerciali che diventano città. Nel VI secolo Cartagine conquista gran parte dell’isola e la domina per tre secoli, fino all’arrivo dei Romani nel 238 a.C., lasciando una civiltà sardo-punica fatta di città, commerci e culti.
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Gli scali fondati dai Fenici sulle coste diventano città con porti, templi, necropoli e santuari: da Karalis (Cagliari) a Nora, da Sulcis a Tharros, molte furono abitate ancora in età romana.
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Conquistata nel 238 a.C., la Sardegna resiste a lungo: la rivolta di Ampsicora del 215 viene schiacciata, ma le popolazioni dell’interno, i Barbaricini, restano ribelli per secoli. Roma sfrutta l’isola per il grano e le miniere, costruisce città e strade e la romanizza lentamente; poi arriva il cristianesimo.
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Dal V al X secolo la Sardegna passa ai Vandali, poi all’Impero bizantino, che la governa da lontano; papa Gregorio Magno ne promuove la cristianizzazione. Le incursioni arabe la isolano sempre di più, finché nel 1015-1016 Pisa e Genova respingono l’ultimo tentativo di conquista.
Storia · Approfondimento
Papa Gregorio Magno scrive ai Sardi per diffondere il cristianesimo fra le popolazioni ancora pagane dell’interno: nelle sue lettere loda il capo barbaricino Ospitone e chiede ai vescovi di combattere l’idolatria.
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Rimasta senza la protezione di Bisanzio, la Sardegna si divide in quattro regni autonomi, i Giudicati di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura. Ognuno è governato da un giudice, re ereditario, che amministra il territorio diviso in curatorie insieme ai notabili riuniti nella «corona de logu».
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Nei secoli XII-XIV la popolazione sarda vive in circa 800 villaggi ed è divisa in liberi, colliberti e servi, ma la servitù sarda è più mite di quella continentale. L’economia si fonda su agricoltura e pastorizia; i monaci venuti dal continente bonificano terre e diffondono nuove tecniche, mentre Pisani e Genovesi animano i commerci delle città costiere.
Storia · Lezione
Dopo aver respinto gli Arabi, Pisa e Genova si insediano in Sardegna con le loro famiglie nobili e i loro mercanti. Le loro rivalità travolgono i Giudicati: a metà del Duecento Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari, viene distrutta dai Pisani; cadono poi Torres e Gallura, e resta indipendente solo l’Arborea.
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Le piccole grotte scavate nella roccia che la tradizione popolare chiama «case delle fate» sono in realtà tombe collettive del Neolitico: circa 2500 in tutta l’isola, spesso decorate come vere abitazioni.
Letteratura italiana · Approfondimento · Stile
Tre parole nate o rinnovate fra Settecento e Ottocento per descrivere una società nuova: da dove vengono e come cambia il loro significato.
Letteratura italiana · Lezione
Dalla Restaurazione all'Unità d'Italia: la rivoluzione industriale, le nuove classi sociali, i moti liberali e democratici, il 1848, la politica di Cavour.
Storia · Lezione
Fra il 58 e il 51 a.C. le campagne di Cesare trasformano la Gallia e gli forniscono ricchezze, prestigio e un esercito profondamente legato al suo comando.
Storia · Lezione
Dopo la guerra civile Cesare promuove interventi di riorganizzazione dello Stato, mentre la concentrazione delle cariche altera profondamente l’equilibrio repubblicano.
Storia · Lezione
Il passaggio del Rubicone nel 49 a.C. apre una guerra civile che si estende dall’Italia al Mediterraneo orientale, all’Africa e alla Spagna.
Storia · Lezione
Il rinnovo dell’alleanza nel 56 a.C. non impedisce la successiva dissoluzione del triumvirato e la contrapposizione fra Cesare e Pompeo.
Storia · Sintesi e verifica
Una ricostruzione dei passaggi fondamentali e dei rapporti causali che conducono dalle rivolte degli anni Settanta alla morte di Cesare.
Storia · Lezione
Nel 59 a.C. Cesare realizza gli impegni assunti con gli alleati e prepara un lungo comando militare nelle province.
Storia · Lezione
Nel 60 a.C. Cesare, Pompeo e Crasso uniscono risorse e influenza per ottenere risultati ostacolati dalla normale competizione politica.
Storia · Lezione
La congiura di Catilina mette in luce il malessere sociale e il conflitto fra difesa dello Stato e garanzie dei cittadini.
Storia · Lezione
Il 15 marzo del 44 a.C. Cesare viene assassinato da un gruppo di congiurati che presenta l’uccisione come un atto di liberazione della repubblica.