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Lezione

1.

Il consolato di Cesare e la costruzione del comando provinciale

Come si collegano le riforme del consolato di Cesare alla costruzione del suo potere personale?

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Carta geografica della Gallia con i territori dei diversi popoli e le province romane
La Gallia nel 58 a.C., prima della conquista di Cesare. Wikimedia Commons, carta di Cristiano64, CC BY-SA 3.0.

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Perché questa lezione merita attenzione

Nel 59 a.C. Cesare realizza gli impegni assunti con gli alleati e prepara un lungo comando militare nelle province.

Come si collegano le riforme del consolato di Cesare alla costruzione del suo potere personale?

Lezione

Le leggi agrarie

Eletto console nel 59 a.C., Cesare promuove provvedimenti che rispondono agli accordi con Pompeo e Crasso.

Le distribuzioni di terre riguardano i veterani di Pompeo e cittadini poveri. Il programma impiega terreni pubblici e acquisti finanziati dallo Stato, evitando di fondarsi su una generalizzata confisca delle proprietà private.

Le risorse provenienti dall’espansione orientale contribuiscono a sostenere le operazioni. Il provvedimento soddisfa esigenze materiali e costruisce consenso politico.

I vantaggi per i pubblicani

Cesare ottiene una riduzione di un terzo delle somme dovute allo Stato dagli appaltatori delle imposte asiatiche.

I pubblicani assumono in appalto servizi e riscossioni: si impegnano a versare una somma alle autorità e ricavano un guadagno dall’attività svolta. Le loro società sono particolarmente legate agli ambienti del ceto equestre.

La riduzione favorisce gli interessi sostenuti da Crasso, ma comporta anche una rinuncia a entrate pubbliche.

Il governo delle province e la pubblicazione degli atti

Cesare promuove una legge contro le estorsioni dei governatori, intervenendo su un problema reso evidente anche dal caso di Verre.

Dispone inoltre la redazione e la pubblicazione di resoconti dell’attività del Senato e delle assemblee. La maggiore conoscibilità degli atti non equivale alla trasparenza di uno Stato contemporaneo, ma costituisce uno strumento significativo nella lotta politica.

Religione e ostruzionismo

La vita pubblica romana comprende pratiche religiose che possono influire sulle decisioni. L’osservazione di segni ritenuti sfavorevoli può essere impiegata per contestare o rinviare un’assemblea.

Durante il consolato, Cesare forza l’opposizione del collega Bibulo, che ricorre anche a obiezioni religiose, senza però abolire la pratica degli auspici.

Il comando nelle province

Cesare si assicura per cinque anni il governo della Gallia Cisalpina e dell’Illirico, ai quali viene aggiunta la Gallia Narbonese. Dispone così di un comando militare prolungato e di una base territoriale da cui avviare nuove campagne.

La Gallia Cisalpina corrisponde a gran parte dell’Italia settentrionale; la Narbonese comprende territori della Francia meridionale.

L’allontanamento degli avversari

Nel 58 a.C., quando Cesare lascia Roma, il tribuno Publio Clodio promuove una legge contro chi abbia fatto mettere a morte cittadini romani senza le garanzie previste.

Il bersaglio politico è Cicerone, responsabile dell’esecuzione dei congiurati di Catilina: l’oratore parte per l’esilio.

Catone riceve invece l’incarico di attuare l’annessione di Cipro, che comporta il suo allontanamento da Roma. L’operazione implica la liquidazione del regno locale.

Queste iniziative riducono temporaneamente la presenza di autorevoli oppositori nella capitale.

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