Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Tre parole nate o rinnovate fra Settecento e Ottocento per descrivere una società nuova: da dove vengono e come cambia il loro significato.
Perché nell'Ottocento si comincia a parlare di classi e non più di ordini?
Lezione
Dagli ordini alle classi
Fra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento la società europea cambia volto. Gli ordini dell'antico regime erano chiusi: si apparteneva alla nobiltà, al clero o al terzo stato per nascita e per diritto. Le classi sono invece aperte e mobili, e si definiscono con criteri economici: che cosa si possiede, che lavoro si fa, quale posto si occupa nella produzione. Per descrivere questa società servono parole nuove, o parole antiche con un significato nuovo.
Classe
Il latino classis indicava la leva militare e poi i gruppi in cui erano divisi i cittadini romani, secondo il censo, per il servizio nell'esercito. Il significato moderno di «gruppo sociale» si afferma fra gli economisti del Settecento, che prendono la parola dalle scienze naturali, dove indicava le grandi divisioni del regno animale e vegetale. Con Karl Marx la parola acquista un significato economico e politico: una classe è l'insieme delle persone che hanno la stessa condizione e gli stessi interessi. Da qui l'espressione lotta di classe, il conflitto fra chi possiede i mezzi di produzione (i capitalisti) e chi ha soltanto la propria forza-lavoro (i lavoratori).
Borghesia
È un calco del francese bourgeoisie, che viene dal latino medievale burgensis, a sua volta da burgus, «borgo»: il borghese era chi abitava dentro le mura della città, distinto dai contadini e dai nobili. La borghesia nasce alla fine del Medioevo, con i Comuni, come classe intermedia fra aristocrazia e popolo: imprenditori, commercianti, professionisti, impiegati, artigiani, piccoli proprietari. I suoi valori sono il lavoro, la serietà, la solidità. Prima nemica dei privilegi dell'aristocrazia, nell'Ottocento la borghesia si trova a difendere i propri privilegi contro il proletariato.
Proletariato
Il latino proletarius deriva da proles, «figli». A Roma era il cittadino dell'ultima classe, povero e senza diritti politici, che aveva come unico bene i figli; poi la parola passò a indicare, in senso spregiativo, il plebeo. Nel linguaggio di Marx il proletario è il lavoratore dipendente che vive soltanto del proprio salario. La parola proletariato viene dal francese prolétariat, usato dal pensatore Claude-Henri de Saint-Simon (1760-1825). Dopo il 1848 il contrasto fra borghesia e proletariato diventa, per molti, la contraddizione fondamentale della società.
Per orientarsi
Per riflettere
- Spiega con parole tue la differenza fra ordine e classe.
- Ricostruisci il percorso della parola «borghesia», dal latino all'italiano di oggi.
- Usiamo ancora oggi le parole classe, borghesia, proletariato? In quali espressioni e con quale significato?
Esplora la rete dei collegamentiApprofondimenti motivati, non semplici contenuti correlati
Collegare
