Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Gli scali fondati dai Fenici sulle coste diventano città con porti, templi, necropoli e santuari: da Karalis (Cagliari) a Nora, da Sulcis a Tharros, molte furono abitate ancora in età romana.
Dove sorgevano le città fenicio-puniche e che cosa ne resta?
Lezione
Un importante segno dell’insediamento fenicio-punico in Sardegna è rappresentato da alcune città costiere, sorte come centri di appoggio all’attività commerciale, intorno al VII-VI secolo a.C. Con l’arrivo dei Fenici sulle coste dell’isola e, successivamente, con l’occupazione da parte dei Cartaginesi, venne creato, sulle coste più praticabili e protette, questo nuovo tipo di insediamento concentrato, sconosciuto alle popolazioni sarde, sparse sino ad allora in piccoli villaggi rurali.
Queste città, tra cui Karalis (odierna Cagliari), Nora, Bithia (vicino a Chia), Sulcis (l’odierna Sant’Antioco), Cornus (sulla costa occidentale dell’isola), Tharros, costituirono scali commerciali importanti e conobbero una fiorente vita anche in periodo romano. Sono state riportate alla luce, con i loro spazi di mare, sia per il loro interesse storico-archeologico.
Tra queste città, una delle più belle e interessanti è certamente Tharros, posta a circa 15 chilometri da Oristano. Oggetto di scavi fin dal XVII secolo, Tharros fu effettivamente valorizzata nella seconda metà dell’Ottocento, quando venne organizzata una campagna di scavi che portò alla luce buona parte delle strutture urbane, ricoperte per secoli dalla sabbia, dalla vegetazione e dalle pietre. Oltre ai resti dei monumenti cittadini, delle abitazioni e delle tombe, vennero alla luce anche innumerevoli oggetti, molti dei quali in metallo prezioso, di grande valore documentario. Soprattutto le tombe si rivelarono ricche di monili e oggetti vari, data l’usanza dei Cartaginesi di seppellire, con i loro morti, anche gli oggetti di uso quotidiano e i gioielli del defunto perché questi potesse continuare anche nell’aldilà un’esistenza analoga a quella terrena.
Su questi scavi si esercitò, purtroppo, l’attività dei locali ricercatori clandestini che li saccheggiarono, impadronendosi di un gran numero di reperti archeologici preziosi che, venduti a centinaia di collezionisti e di mercanti, troviamo oggi divisi tra musei di Cagliari, Sassari, Oristano, Torino, Como e Londra, oltre che dispersi nelle collezioni private.
In seguito ai rigorosi scavi operati dagli archeologi a partire dal 1956, il complesso della città di Tharros ci appare oggi in tutta la sua suggestiva bellezza, con i resti di un monumentale tempio, l’articolazione stradale, il complesso sistema idrico e fognario, le terme, le abitazioni: tutti elementi che documentano il tipo di vita, di abitudini quotidiane e di cultura delle popolazioni sardo-puniche.
Un altro centro di origine punica, che si sviluppò soprattutto in età romana, è Nora, ad una ventina di chilometri da Cagliari. Posto anch’esso in splendida posizione panoramica sul mare, offre al visitatore la possibilità di ammirare il completo tracciato urbano, con le abitazioni, i templi, le terme e un bellissimo, piccolo teatro, ancor oggi utilizzato, in estate, per spettacoli teatrali di grande suggestione.
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