Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Il 15 marzo del 44 a.C. Cesare viene assassinato da un gruppo di congiurati che presenta l’uccisione come un atto di liberazione della repubblica.
Perché l’eliminazione di Cesare non basta a risolvere la crisi della repubblica?
Lezione
Il timore della monarchia
La concentrazione degli incarichi, gli onori eccezionali e la dittatura perpetua alimentano il sospetto che Cesare voglia trasformare il proprio predominio in una monarchia.
A Roma il titolo di re richiama una tradizione politica profondamente negativa, legata al racconto della cacciata dei Tarquini.
L’opposizione comprende persone di provenienza diversa: antichi avversari, aristocratici preoccupati per la propria autonomia e uomini che avevano collaborato con Cesare.
Cleopatra fra politica e propaganda
La relazione con Cleopatra viene utilizzata per alimentare il timore di un modello monarchico associato alle corti ellenistiche.
Occorre però distinguere il dato politico dalle accuse: l’esistenza della relazione e di Cesarione non dimostra che Cesare intendesse semplicemente introdurre a Roma un ordinamento egizio.
Le voci sulla sua vita privata partecipano alla lotta per definire pubblicamente la natura del suo potere.
Bruto e Cassio
Fra i protagonisti della congiura figurano Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino.
Il coinvolgimento di uomini risparmiati o favoriti da Cesare rivela i limiti politici della clemenza: la riconciliazione personale non cancella necessariamente l’opposizione al governo di uno solo.
La voce che faceva di Bruto un figlio di Cesare non ha basi affidabili e non va assunta come un fatto storico.
Il 15 marzo del 44 a.C.
Il 15 marzo del 44 a.C., giorno delle Idi di marzo, Cesare partecipa a una seduta del Senato nella curia di Pompeo, parte del complesso del teatro di Pompeo.
Qui viene circondato e pugnalato dai congiurati. La tradizione antica riferisce ventitré ferite.
L’assassinio è ricordato come cesaricidio. I responsabili intendono presentarsi come liberatori della comunità politica dal dominio personale.
I limiti del progetto
I congiurati eliminano Cesare, ma non rimuovono le condizioni che ne avevano favorito l’ascesa: eserciti legati ai comandanti, conflitti sociali, competizione fra gruppi dirigenti e insufficienza delle procedure ordinarie.
Manca inoltre un accordo politico capace di assicurare una successione stabile al suo predominio. L’uccisione non ristabilisce automaticamente il funzionamento della repubblica.
La morte di Cesare apre quindi una nuova fase di conflitti. Il 44 a.C. non coincide ancora con l’istituzione del principato augusteo.
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