Storia · Approfondimento
Il trionfo era l’onore più alto per un generale vittorioso: nato come rito di purificazione, divenne la celebrazione della potenza di Roma e dei suoi comandanti. Quello di Pompeo, nel 61 a.C., durò due giorni.
Storia · Analisi
Considerati «strumenti parlanti», gli schiavi vivevano in condizioni disumane, che alimentavano rare ma violentissime rivolte. Una fonte antica, lo storico Appiano, e uno storico moderno, il latinista Luca Canali, a confronto sulla rivolta di Spartaco e sulla condizione servile.
Storia · Sintesi e verifica
La lezione in breve: il potere dei generali, le vittorie di Pompeo e di Crasso, la congiura di Catilina e il primo triumvirato, con la mappa concettuale e le domande per verificare.
Storia · Approfondimento
Che cosa era la Gallia per i Romani: la Cisalpina e la Narbonese, già province, e la Gallia Comata, conquistata da Cesare in una serie di campagne dal 58 al 52 a.C.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Dimenticato per quasi duemila anni, il capo degli arverni sconfitto ad Alesia divenne alla fine dell’Ottocento un eroe nazionale francese. Ma nel I secolo a.C. non esisteva nessuna «Francia» da difendere.
Storia · Approfondimento · Critica
La conquista della Gallia non eliminò soltanto una minaccia secolare per Roma: portò il mondo celtico dentro la civiltà romana e preparò, con la romanizzazione, la nascita della Francia e dell’Europa.
Storia · Approfondimento · Attualità
Gran parte delle antiche Gallie è oggi la Francia: un paese nato dall’incontro fra la romanizzazione e i franchi, fondatore della Comunità europea, patria dell’Illuminismo e della rivoluzione che hanno dato all’Europa le parole della democrazia.
Storia · Analisi
Perché perfino un avversario come Cicerone celebrò le vittorie di Cesare in Gallia; il secolare timore dei Romani per i galli e gli aggettivi con cui l’oratore li descrive.
Storia · Approfondimento
La guerra fra Cesare e Pompeo in sei tappe, dal Rubicone a Munda (49-45 a.C.): una guerra civile combattuta in tutto il Mediterraneo, dalla Spagna all’Egitto.
Storia · Approfondimento
Fra le riforme di Cesare c’è il nuovo calendario solare di 365 giorni, con un giorno in più ogni quattro anni: corretto da papa Gregorio XIII nel 1582, è ancora oggi il calendario della maggior parte del mondo.
Storia · Sintesi e verifica
La lezione in breve: la conquista della Gallia, la guerra civile con Pompeo, la dittatura e le riforme, le Idi di marzo del 44 a.C., con la mappa concettuale e le domande per verificare.
Storia · Approfondimento
Dopo la vittoria su Mitridate, Pompeo riorganizza l’Oriente romano: nuove province, una cintura di regni clienti verso i parti, la Giudea tributaria. Un assetto che durerà fino all’età imperiale.
Storia · Lezione
Nel I secolo a.C. la repubblica è all’apice della potenza ma attraversa una crisi profonda: istituzioni pensate per una città-stato, una classe dirigente divisa fra ottimati e popolari, e soprattutto eserciti fedeli ai loro generali più che allo stato. Da qui nascono i «potenti» come Pompeo.
Storia · Approfondimento · Critica
Lo schiavo trace che sfidò Roma è diventato un eroe romantico della libertà. Ma nel mondo romano, che contava milioni di schiavi, le grandi rivolte furono pochissime: perché gli schiavi non trasformarono mai la loro sofferenza in un progetto di liberazione?
Storia · Lezione
Nel 1297 il papa infeuda la Sardegna al re d’Aragona; la conquista comincia nel 1323 e incontra per quasi un secolo la resistenza dell’Arborea, piegata solo nel 1409 a Sanluri e definitivamente nel 1478 a Macomer. Il nuovo Regnum Sardiniae, governato da un viceré, introduce il feudalesimo, che segnerà l’isola per secoli.
Storia · Approfondimento
Una tabella con il numero di ovini, caprini, bovini, equini e suini allevati in Sardegna dal 1864 al 1985: le pecore passano da circa mezzo milione a quasi quattro milioni.
Storia · Approfondimento
Figlia di Mariano IV, Eleonora governa l’Arborea alla fine del Trecento e guida la lotta contro gli Aragonesi fino a controllare quasi tutta l’isola: è diventata il simbolo dell’antica libertà dei Sardi.
Storia · Approfondimento
Fra il 1873 e il 1878 lo Stato espropria per tasse non pagate migliaia di piccoli proprietari: la tabella mostra che la Sardegna, da sola, subisce il 58,3% di tutti gli espropri del Regno.
Storia · Lezione
Con l’unione di Aragona e Castiglia la Sardegna diventa spagnola. Sotto Carlo V, impegnato altrove, i baroni rafforzano i loro privilegi; l’isola è base delle spedizioni contro Tunisi e Algeri e si difende dai pirati barbareschi. Con Filippo II cresce il peso dei funzionari laureati, il ceto togato.
Storia · Lezione
Nell’Iglesiente le miniere di piombo e zinco creano il primo nucleo di classe operaia sarda, sfruttata e combattiva: lo sciopero di Buggerru del 1904 costa la vita a tre minatori. Intanto la cultura isolana cresce, fra lo scandalo delle false Carte d’Arborea, Grazia Deledda e i nuovi giornali; ma nelle campagne la scuola resta un corpo estraneo.
Storia · Approfondimento
Il Parlamento del Regno, diviso nei tre Stamenti militare, ecclesiastico e reale, votava i tributi chiesti dal sovrano, il «donativo», e in cambio presentava le sue richieste, che approvate diventavano legge. I suoi Atti, a partire dal 1355, sono una fonte preziosa per la storia dell’isola.
Storia · Lezione
Con Giolitti arrivano le prime leggi speciali per la Sardegna e le grandi opere sul Tirso. Nella prima guerra mondiale i soldati sardi, quasi tutti contadini e pastori, combattono nella Brigata Sassari e pagano un prezzo altissimo; tornano a casa cambiati, decisi a ottenere la terra che era stata loro promessa.
Storia · Approfondimento
Per secoli i pirati barbareschi del Nordafrica assaltano le coste sarde, saccheggiano i villaggi e catturano schiavi. Le popolazioni si ritirano nell’interno, e la Corona costruisce una catena di torri di avvistamento lungo le coste.
Storia · Lezione
Dal movimento degli ex combattenti nasce nel 1921 il Partito Sardo d’Azione, il primo partito di massa dell’isola, che chiede l’autonomia e combatte il clientelismo; fra i suoi capi Emilio Lussu e Camillo Bellieni, per il quale bisognava «riconoscersi sardi per essere veramente italiani».