Storia · Analisi
Considerati «strumenti parlanti», gli schiavi vivevano in condizioni disumane, che alimentavano rare ma violentissime rivolte. Una fonte antica, lo storico Appiano, e uno storico moderno, il latinista Luca Canali, a confronto sulla rivolta di Spartaco e sulla condizione servile.
Storia · Analisi
Perché perfino un avversario come Cicerone celebrò le vittorie di Cesare in Gallia; il secolare timore dei Romani per i galli e gli aggettivi con cui l’oratore li descrive.
Storia · Lezione
Nel I secolo a.C. la repubblica è all’apice della potenza ma attraversa una crisi profonda: istituzioni pensate per una città-stato, una classe dirigente divisa fra ottimati e popolari, e soprattutto eserciti fedeli ai loro generali più che allo stato. Da qui nascono i «potenti» come Pompeo.
Storia · Lezione
Nel dopoguerra una grande campagna della Fondazione Rockefeller libera la Sardegna dalla malaria. La Regione punta poi sulla riforma agraria e soprattutto sul Piano di rinascita, finanziato dallo Stato: ma l’industrializzazione, concentrata in pochi grandi impianti petrolchimici, non crea lo sviluppo sperato, e centinaia di migliaia di Sardi emigrano.
Storia · Lezione
Dagli anni Settanta la Sardegna cambia in fretta: nuovi equilibri politici, il ritorno del sardismo, una società più aperta ma anche nuove forme di criminalità, come i sequestri di persona. Il turismo diventa una risorsa e un rischio; negli anni Novanta, con la crisi dei partiti, si torna a discutere di una nuova autonomia.
Storia · Lezione
Nel 1297 il papa infeuda la Sardegna al re d’Aragona; la conquista comincia nel 1323 e incontra per quasi un secolo la resistenza dell’Arborea, piegata solo nel 1409 a Sanluri e definitivamente nel 1478 a Macomer. Il nuovo Regnum Sardiniae, governato da un viceré, introduce il feudalesimo, che segnerà l’isola per secoli.
Storia · Lezione
Con l’unione di Aragona e Castiglia la Sardegna diventa spagnola. Sotto Carlo V, impegnato altrove, i baroni rafforzano i loro privilegi; l’isola è base delle spedizioni contro Tunisi e Algeri e si difende dai pirati barbareschi. Con Filippo II cresce il peso dei funzionari laureati, il ceto togato.
Storia · Lezione
Nel Seicento la Spagna in crisi chiede alla Sardegna sempre più tributi; le tensioni sfociano nel 1668 nell’uccisione del marchese di Laconi e del viceré Camarassa. Peste e carestie spopolano l’isola, l’economia ristagna; intanto il castigliano si affianca al catalano e nascono le università di Cagliari e Sassari.
Storia · Lezione
Con la guerra di successione spagnola la Sardegna passa agli Asburgo e poi, nel 1720, ai Savoia, che diventano «re di Sardegna». Il nuovo governo reprime con durezza il banditismo; dalla metà del secolo il ministro Bogino avvia riforme prudenti nell’amministrazione, nell’istruzione e nell’agricoltura, senza però toccare il feudalesimo.
Storia · Lezione
Negli anni Novanta del Settecento la Sardegna vive il suo momento rivoluzionario: respinto lo sbarco francese del 1793, i Sardi chiedono più autonomia e il 28 aprile 1794 cacciano da Cagliari i funzionari piemontesi. Le campagne insorgono contro i feudatari; Giovanni Maria Angioy guida il movimento antifeudale, ma nel 1796 è sconfitto e muore esule in Francia.
Storia · Lezione
Nell’Ottocento i Savoia cambiano a fondo la Sardegna: l’Editto delle chiudende del 1820 crea la proprietà privata della terra, Carlo Alberto abolisce il feudalesimo nel 1836-39 e nel 1847 la «fusione perfetta» unisce l’isola al Piemonte. Le riforme però pesano sui contadini e sui pastori e lasciano un diffuso senso di delusione.
Storia · Lezione
Dopo l’Unità la Sardegna resta ai margini del nuovo Stato: le inchieste parlamentari ne documentano la miseria, la guerra doganale con la Francia colpisce l’agricoltura e l’allevamento, le tasse portano all’esproprio migliaia di piccoli proprietari. Esplode il banditismo, a cui lo Stato risponde con la repressione, come nella grande retata di Nuoro del 1899.
Storia · Lezione
Nell’Iglesiente le miniere di piombo e zinco creano il primo nucleo di classe operaia sarda, sfruttata e combattiva: lo sciopero di Buggerru del 1904 costa la vita a tre minatori. Intanto la cultura isolana cresce, fra lo scandalo delle false Carte d’Arborea, Grazia Deledda e i nuovi giornali; ma nelle campagne la scuola resta un corpo estraneo.
Storia · Lezione
Con Giolitti arrivano le prime leggi speciali per la Sardegna e le grandi opere sul Tirso. Nella prima guerra mondiale i soldati sardi, quasi tutti contadini e pastori, combattono nella Brigata Sassari e pagano un prezzo altissimo; tornano a casa cambiati, decisi a ottenere la terra che era stata loro promessa.
Storia · Lezione
Dal movimento degli ex combattenti nasce nel 1921 il Partito Sardo d’Azione, il primo partito di massa dell’isola, che chiede l’autonomia e combatte il clientelismo; fra i suoi capi Emilio Lussu e Camillo Bellieni, per il quale bisognava «riconoscersi sardi per essere veramente italiani».
Storia · Lezione
Il fascismo arriva in Sardegna con lo squadrismo e con il prefetto Gandolfo, che porta molti sardisti nel partito di Mussolini. Il regime promette sviluppo, fonda Carbonia, Mussolinia e Fertilia e bonifica alcune terre, ma l’isola resta povera e il consenso è tiepido. Nel 1943 Cagliari viene distrutta dai bombardamenti; dopo la guerra si apre il dibattito sull’autonomia.
Storia · Lezione
Dopo la guerra i Sardi tornano a votare: nel 1946 per la Costituente e nel 1948 per il Parlamento, con la Democrazia Cristiana primo partito. Il dibattito si concentra sull’autonomia: il 31 gennaio 1948 viene approvato lo Statuto speciale e nel 1949 si elegge il primo Consiglio regionale.
Storia · Lezione
Rimasta senza la protezione di Bisanzio, la Sardegna si divide in quattro regni autonomi, i Giudicati di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura. Ognuno è governato da un giudice, re ereditario, che amministra il territorio diviso in curatorie insieme ai notabili riuniti nella «corona de logu».
Storia · Lezione
Nei secoli XII-XIV la popolazione sarda vive in circa 800 villaggi ed è divisa in liberi, colliberti e servi, ma la servitù sarda è più mite di quella continentale. L’economia si fonda su agricoltura e pastorizia; i monaci venuti dal continente bonificano terre e diffondono nuove tecniche, mentre Pisani e Genovesi animano i commerci delle città costiere.
Storia · Lezione
Dopo aver respinto gli Arabi, Pisa e Genova si insediano in Sardegna con le loro famiglie nobili e i loro mercanti. Le loro rivalità travolgono i Giudicati: a metà del Duecento Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari, viene distrutta dai Pisani; cadono poi Torres e Gallura, e resta indipendente solo l’Arborea.
Storia · Lezione
Isolata da Bisanzio, la Sardegna dei Giudicati conserva tradizioni bizantine ma sviluppa una civiltà propria: usa il volgare sardo nei documenti ufficiali, come i condaghi, i registri dei monasteri.
Storia · Lezione
La Sardegna, seconda isola del Mediterraneo e la terra più antica d’Italia, è abitata fin dal Paleolitico. Nell’età prenuragica i suoi abitanti passano dalle grotte ai villaggi, lavorano l’ossidiana, venerano la Dea Madre e costruiscono tombe e santuari come l’altare di Monte d’Accoddi.
Storia · Lezione
Dal 1800 al 238 a.C. la Sardegna vive la sua civiltà più originale, quella dei nuraghi: una società di pastori, agricoltori e guerrieri organizzata in tribù, abile nella lavorazione dei metalli e devota alle acque e ai morti.
Storia · Lezione
Dal IX secolo a.C. i Fenici fondano sulle coste sarde scali commerciali che diventano città. Nel VI secolo Cartagine conquista gran parte dell’isola e la domina per tre secoli, fino all’arrivo dei Romani nel 238 a.C., lasciando una civiltà sardo-punica fatta di città, commerci e culti.