Storia · Lezione
Dal IX secolo a.C. i Fenici fondano sulle coste sarde scali commerciali che diventano città. Nel VI secolo Cartagine conquista gran parte dell’isola e la domina per tre secoli, fino all’arrivo dei Romani nel 238 a.C., lasciando una civiltà sardo-punica fatta di città, commerci e culti.
Storia · Testo
Raffaello Marchi, Lettere dalla Barbagia, pp. 73-75
Raffaello Marchi racconta la lunga resistenza dei pastori-guerrieri delle montagne contro i Romani: ridotti a gruppi di partigiani braccati, i Barbaricini non si arresero mai del tutto.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Gli scali fondati dai Fenici sulle coste diventano città con porti, templi, necropoli e santuari: da Karalis (Cagliari) a Nora, da Sulcis a Tharros, molte furono abitate ancora in età romana.
Storia · Testo
Lo studioso cagliaritano Antonio Romagnino racconta la storia della Grotta della Vipera, il monumento funebre che Cassio Filippo dedicò alla moglie Atilia Pomptilla, morta per salvargli la vita: per lui è il monumento romano che ha ancora qualcosa da dirci.
Storia · Lezione
Conquistata nel 238 a.C., la Sardegna resiste a lungo: la rivolta di Ampsicora del 215 viene schiacciata, ma le popolazioni dell’interno, i Barbaricini, restano ribelli per secoli. Roma sfrutta l’isola per il grano e le miniere, costruisce città e strade e la romanizza lentamente; poi arriva il cristianesimo.
Storia · Testo
Lo storico Alberto Boscolo descrive la reggia del giudice: un palazzo modesto, protetto da una guardia armata, dove il sovrano viveva con la famiglia, amministrava lo Stato e la giustizia e distingueva il proprio patrimonio da quello del regno.
Storia · Lezione
Dal V al X secolo la Sardegna passa ai Vandali, poi all’Impero bizantino, che la governa da lontano; papa Gregorio Magno ne promuove la cristianizzazione. Le incursioni arabe la isolano sempre di più, finché nel 1015-1016 Pisa e Genova respingono l’ultimo tentativo di conquista.
Storia · Testo
Alberto Boscolo, Aspetti della società e dell’economia in Sardegna nel Medioevo, pp. 23-25
Com’erano i villaggi della Sardegna giudicale? Alberto Boscolo descrive le case rurali, il lavoro delle donne, la famiglia retta dal padre e gli insediamenti agricoli e pastorali sparsi nelle campagne.
Storia · Approfondimento
Papa Gregorio Magno scrive ai Sardi per diffondere il cristianesimo fra le popolazioni ancora pagane dell’interno: nelle sue lettere loda il capo barbaricino Ospitone e chiede ai vescovi di combattere l’idolatria.
Storia · Lezione
Rimasta senza la protezione di Bisanzio, la Sardegna si divide in quattro regni autonomi, i Giudicati di Cagliari, Torres, Arborea e Gallura. Ognuno è governato da un giudice, re ereditario, che amministra il territorio diviso in curatorie insieme ai notabili riuniti nella «corona de logu».
Storia · Lezione
Nei secoli XII-XIV la popolazione sarda vive in circa 800 villaggi ed è divisa in liberi, colliberti e servi, ma la servitù sarda è più mite di quella continentale. L’economia si fonda su agricoltura e pastorizia; i monaci venuti dal continente bonificano terre e diffondono nuove tecniche, mentre Pisani e Genovesi animano i commerci delle città costiere.
Storia · Lezione
Dopo aver respinto gli Arabi, Pisa e Genova si insediano in Sardegna con le loro famiglie nobili e i loro mercanti. Le loro rivalità travolgono i Giudicati: a metà del Duecento Santa Igia, capitale del Giudicato di Cagliari, viene distrutta dai Pisani; cadono poi Torres e Gallura, e resta indipendente solo l’Arborea.
Storia · Lezione
Isolata da Bisanzio, la Sardegna dei Giudicati conserva tradizioni bizantine ma sviluppa una civiltà propria: usa il volgare sardo nei documenti ufficiali, come i condaghi, i registri dei monasteri.
Storia · Percorso
Dalla preistoria all’Alto Medioevo: i primi abitanti, la civiltà nuragica, Fenici e Cartaginesi, la conquista romana, Vandali, Bizantini e Arabi.
Storia · Lezione
La Sardegna, seconda isola del Mediterraneo e la terra più antica d’Italia, è abitata fin dal Paleolitico. Nell’età prenuragica i suoi abitanti passano dalle grotte ai villaggi, lavorano l’ossidiana, venerano la Dea Madre e costruiscono tombe e santuari come l’altare di Monte d’Accoddi.
Storia · Lezione
Dal 1800 al 238 a.C. la Sardegna vive la sua civiltà più originale, quella dei nuraghi: una società di pastori, agricoltori e guerrieri organizzata in tribù, abile nella lavorazione dei metalli e devota alle acque e ai morti.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Le torri di pietra a tronco di cono sono il simbolo della Sardegna: ne restano circa settemila. Nate come fortezze e dimore dei capi, si allargano in castelli con più torri e villaggi intorno, come a Barumini.
Storia · Approfondimento · Arte e cinema
Le piccole grotte scavate nella roccia che la tradizione popolare chiama «case delle fate» sono in realtà tombe collettive del Neolitico: circa 2500 in tutta l’isola, spesso decorate come vere abitazioni.
Storia · Testo
L’archeologo Ferruccio Barreca spiega come nel III secolo a.C. Sardi e Punici si fossero avvicinati fino a formare una civiltà mista, favorita dal servizio dei Sardi come mercenari negli eserciti di Cartagine.
Storia · Lezione
Fra il 58 e il 51 a.C. le campagne di Cesare trasformano la Gallia e gli forniscono ricchezze, prestigio e un esercito profondamente legato al suo comando.
Storia · Lezione
Dopo la guerra civile Cesare promuove interventi di riorganizzazione dello Stato, mentre la concentrazione delle cariche altera profondamente l’equilibrio repubblicano.
Storia · Lezione
Il passaggio del Rubicone nel 49 a.C. apre una guerra civile che si estende dall’Italia al Mediterraneo orientale, all’Africa e alla Spagna.
Storia · Lezione
Il rinnovo dell’alleanza nel 56 a.C. non impedisce la successiva dissoluzione del triumvirato e la contrapposizione fra Cesare e Pompeo.
Storia · Sintesi e verifica
Una ricostruzione dei passaggi fondamentali e dei rapporti causali che conducono dalle rivolte degli anni Settanta alla morte di Cesare.