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L’espansione romana e l’integrazione del Mediterraneo

In quale senso si può parlare di integrazione del mondo mediterraneo sotto il dominio romano?

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Perché questa lezione merita attenzione

Le conquiste della tarda repubblica collegano territori e popolazioni differenti, creando uno spazio di scambi sottoposto all’egemonia romana.

In quale senso si può parlare di integrazione del mondo mediterraneo sotto il dominio romano?

Lezione

Uno spazio politico sempre più ampio

Tra l’età di Pompeo e quella di Cesare, il dominio di Roma si estende ulteriormente verso l’Oriente e l’Europa occidentale. Il controllo assume forme diverse: alcuni territori diventano province, amministrate da governatori romani; altri conservano sovrani locali, la cui autonomia dipende però dai rapporti di forza con Roma.

I cosiddetti regni clienti permettono di esercitare un’influenza politica e militare senza procedere subito all’annessione. La distinzione fra dominio diretto e controllo indiretto è indispensabile per comprendere la geografia del potere romano.

Le condizioni dell’integrazione

Strade, collegamenti marittimi e presenza militare favoriscono la circolazione delle merci e delle persone. Attraverso questi collegamenti si spostano anche tecniche, culti religiosi, lingue e modelli culturali.

Entrano così in contatto popolazioni della penisola iberica, della Gallia, del mondo greco, dell’Asia Minore e del Vicino Oriente. L’integrazione avviene però all’interno di una gerarchia: Roma impone tributi e obblighi, mentre la conquista comporta distruzioni, deportazioni e riduzioni in schiavitù.

La cittadinanza non è ancora universale

Vivere in un territorio controllato da Roma non significa possedere gli stessi diritti di un cittadino romano. Le comunità mantengono condizioni giuridiche differenti e il diritto romano convive con ordinamenti locali.

Anche l’estensione geografica richiede attenzione: nell’età di Cesare la Britannia non è una provincia e la Mesopotamia non è stabilmente incorporata nel dominio romano. L’Eufrate rappresenta soprattutto una zona di confronto con la potenza dei Parti.

Dall’espansione alla crisi politica

L’aumento delle dimensioni del dominio romano rende più importanti i governatori e i comandanti incaricati di amministrare territori lontani. Costoro possono acquisire ricchezze, prestigio e rapporti personali con le truppe.

La domanda politica centrale diventa quindi questa: le istituzioni riescono ancora a controllare gli uomini ai quali affidano risorse militari ed economiche tanto grandi?

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