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3.

Il consolato del 70 a.C. e lo scandalo di Verre

Perché due uomini provenienti dallo schieramento sillano sostengono il superamento di importanti riforme di Silla?

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Pompeo e Crasso raggiungono insieme il consolato e contribuiscono al ridimensionamento dell’ordinamento sillano, mentre il processo a Verre denuncia gli abusi nelle province.

Perché due uomini provenienti dallo schieramento sillano sostengono il superamento di importanti riforme di Silla?

Lezione

L’accordo fra Pompeo e Crasso

Pompeo e Crasso possiedono risorse differenti: il primo dispone di un grande prestigio militare, il secondo di una ricchezza eccezionale e di forti relazioni politiche.

Nonostante la rivalità personale, collaborano per ottenere il consolato del 70 a.C.. La loro influenza è sostenuta dalle vittorie e dal rapporto con gli eserciti. Pompeo raggiunge la carica senza avere percorso regolarmente le precedenti tappe della carriera politica e senza possedere l’età normalmente richiesta.

Il caso mostra la capacità dei comandanti di ottenere deroghe alle regole repubblicane.

Il ridimensionamento dell’ordinamento sillano

Nel 70 a.C. vengono restituiti ai tribuni della plebe i poteri che Silla aveva fortemente limitato. Si rafforza così una magistratura che può intervenire nell’attività politica e opporsi a provvedimenti ritenuti dannosi per la plebe.

Anche i tribunali subiscono una trasformazione. Una legge promossa dal pretore Lucio Aurelio Cotta distribuisce i posti nelle giurie fra senatori, cavalieri e tribuni erari, riducendo il monopolio senatorio.

Riprende inoltre l’attività della censura: i censori del 70 a.C. procedono a una revisione del Senato, allontanando numerosi membri.

Riformare per rafforzarsi

Pompeo non diventa per questo un avversario di ogni forma di predominio aristocratico. Le sue scelte rispondono anche all’esigenza di ampliare il consenso e di superare gli ostacoli posti da una parte del Senato.

La politica romana non coincide con uno scontro fra due partiti moderni. Le alleanze cambiano secondo gli interessi dei protagonisti, le rivalità personali e i singoli provvedimenti.

Il processo a Verre

Nel 70 a.C. viene processato Gaio Verre, accusato di gravi abusi durante il governo della Sicilia. Le contestazioni riguardano estorsioni, appropriazioni di opere d’arte e violenze, anche contro cittadini romani.

L’accusa è sostenuta da Marco Tullio Cicerone. La difesa tenta di sfruttare rinvii e manovre procedurali, ma Cicerone presenta rapidamente testimonianze e prove. Verre lascia Roma per l’esilio prima della conclusione del procedimento.

Le orazioni legate al processo sono note come Verrine. Non tutte vengono effettivamente pronunciate: una parte viene pubblicata in seguito.

Il significato politico dello scandalo

Il caso rivela la vulnerabilità delle popolazioni provinciali di fronte ai governatori e le protezioni di cui questi possono godere a Roma.

Le tensioni attraversano anche l’aristocrazia: alcuni difendono gli equilibri esistenti, altri sostengono interventi capaci di limitare gli abusi e recuperare consenso. Il contrasto fra optimates e populares non esaurisce quindi la complessità della vita politica.

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