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Testo commentato

La rivolta e la repressione

Appiani Historia Romana, a cura di L. Mendelssohn, vol. II, Teubner, Lipsia 1881; traduzione nostra

Guerre civili, I, 118-120
Statua di marmo di un guerriero nudo in movimento, con il braccio sinistro alzato a proteggersi
Agasias di Efeso, Gladiatore Borghese, I secolo a.C. Parigi, Musée du Louvre. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Appiano (circa 95-165 d.C.), greco di Alessandria d’Egitto, scrisse in greco una Storia romana; i libri sulle guerre civili raccontano la crisi della repubblica dai Gracchi ad Augusto. Nel primo libro c’è il racconto più ampio che possediamo della rivolta di Spartaco (73-71 a.C.).

Il passo comincia quando la guerra dura da tre anni: Roma, che all’inizio l’aveva disprezzata come una lotta contro gladiatori, ora ne ha paura. Il testo è in una traduzione nostra; l’originale greco si legge da solo o a fronte.

Τριέτης τε ἦν ἤδη καὶ φοβερὸς αὐτοῖς ὁ πόλεμος, γελώμενος ἐν ἀρχῇ καὶ καταφρονούμενος ὡς μονομάχων. προτεθείσης τε στρατηγῶν ἄλλων χειροτονίας ὄκνος ἐπεῖχεν ἅπαντας καὶ παρήγγελλεν οὐδείς, μέχρι Λικίνιος Κράσσος, γένει καὶ πλούτῳ Ῥωμαίων διαφανής, ἀνεδέξατο στρατηγήσειν καὶ τέλεσιν ἓξ ἄλλοις ἤλαυνεν ἐπὶ τὸν Σπάρτακον. [...]

Traduzione

La guerra durava ormai da tre anni e faceva paura ai Romani, lei che all’inizio era stata derisa e disprezzata perché combattuta contro dei gladiatori.1 Quando si dovettero eleggere altri comandanti, tutti esitavano e nessuno si candidava, finché Licinio Crasso, illustre fra i Romani per nascita e per ricchezza, accettò il comando e marciò contro Spartaco con altre sei legioni.2 [...]

[...] Σπάρτακος δὲ ἱππέας ποθὲν προσιόντας αὐτῷ περιμένων οὐκέτι μὲν ἐς μάχην ᾔει τῷ στρατῷ παντί, πολλὰ δʼ ἠνώχλει τοῖς περικαθημένοις ἀνὰ μέρος, ἄφνω τε καὶ συνεχῶς αὐτοῖς ἐπιπίπτων, φακέλους τε ξύλων ἐς τὴν τάφρον ἐμβάλλων κατέκαιε καὶ τὸν πόνον αὐτοῖς δύσεργον ἐποίει. αἰχμάλωτόν τε Ῥωμαῖον ἐκρέμασεν ἐν τῷ μεταιχμίῳ, δεικνὺς τοῖς ἰδίοις τὴν ὄψιν ὧν πείσονται, μὴ κρατοῦντες.

Traduzione

[...] Spartaco, che aspettava dei cavalieri in arrivo da qualche parte, non dava più battaglia con tutto l’esercito, ma molestava di continuo, a gruppi, gli assedianti:3 piombava loro addosso all’improvviso e senza tregua, gettava fascine di legna nel fossato e le incendiava, e rendeva così faticoso il loro lavoro. Crocifisse anche un prigioniero romano nello spazio fra i due eserciti,4 per mostrare ai suoi la sorte che li aspettava se non avessero vinto.

οἱ δʼ ἐν ἄστει Ῥωμαῖοι τῆς πολιορκίας πυνθανόμενοι καὶ ἀδοξοῦντες, εἰ χρόνιος αὑτοῖς ἔσται πόλεμος μονομάχων, προσκατέλεγον ἐπὶ τὴν στρατείαν Πομπήιον ἄρτι ἀφικόμενον ἐξ Ἰβηρίας, πιστεύοντες ἤδη δυσχερὲς εἶναι καὶ μέγα τὸ Σπαρτάκειον ἔργον. διὰ δὲ τὴν χειροτονίαν τήνδε καὶ Κράσσος, ἵνα μὴ τὸ κλέος τοῦ πολέμου γένοιτο Πομπηίου, πάντα τρόπον ἐπειγόμενος ἐπεχείρει τῷ Σπαρτάκῳ, καὶ ὁ Σπάρτακος, τὸν Πομπήιον προλαβεῖν ἀξιῶν, ἐς συνθήκας τὸν Κράσσον προυκαλεῖτο. ὑπερορώμενος δʼ ὑπʼ αὐτοῦ διακινδυνεύειν τε ἔγνω καί, παρόντων οἱ τῶν ἱππέων ἤδη, ὤσατο παντὶ τῷ στρατῷ διὰ τοῦ περιτειχίσματος καὶ ἔφυγεν ἐπὶ Βρεντέσιον, Κράσσου διώκοντος. [...]

Traduzione

A Roma, quando seppero dell’assedio, ritennero disonorevole che una guerra contro dei gladiatori andasse tanto per le lunghe, e affidarono la spedizione anche a Pompeo, appena tornato dalla Spagna,5 convinti ormai che l’impresa di Spartaco fosse grave e difficile. Per questa nomina Crasso, perché la gloria della guerra non andasse a Pompeo, si affrettava in ogni modo ad attaccare Spartaco; e Spartaco, che voleva anticipare l’arrivo di Pompeo, invitò Crasso a trattare. Respinto con disprezzo, decise di tentare la sorte e, poiché i cavalieri ormai erano arrivati, si aprì un varco con tutto l’esercito attraverso le fortificazioni e fuggì verso Brindisi, inseguito da Crasso. [...]

[...] γενομένης δὲ τῆς μάχης μακρᾶς τε καὶ καρτερᾶς ὡς ἐν ἀπογνώσει τοσῶνδε μυριάδων, τιτρώσκεται ἐς τὸν μηρὸν ὁ Σπάρτακος δορατίῳ καὶ συγκάμψας τὸ γόνυ καὶ προβαλὼν τὴν ἀσπίδα πρὸς τοὺς ἐπιόντας ἀπεμάχετο, μέχρι καὶ αὐτὸς καὶ πολὺ πλῆθος ἀμφʼ αὐτὸν κυκλωθέντες ἔπεσον. ὅ τε λοιπὸς αὐτοῦ στρατὸς ἀκόσμως ἤδη κατεκόπτοντο κατὰ πλῆθος, ὡς φόνον γενέσθαι τῶν μὲν οὐδʼ εὐαρίθμητον, Ῥωμαίων δὲ ἐς χιλίους ἄνδρας, καὶ τὸν Σπαρτάκου νέκυν οὐχ εὑρεθῆναι. πολὺ δʼ ἔτι πλῆθος ἦν ἐν τοῖς ὄρεσιν, ἐκ τῆς μάχης διαφυγόν· ἐφʼ οὓς ὁ Κράσσος ἀνέβαινεν. οἱ δὲ διελόντες ἑαυτοὺς ἐς τέσσαρα μέρη ἀπεμάχοντο, μέχρι πάντες ἀπώλοντο πλὴν ἑξακισχιλίων, οἳ ληφθέντες ἐκρεμάσθησαν ἀνὰ ὅλην τὴν ἐς Ῥώμην ἀπὸ Καπύης ὁδόν.

Traduzione

[...] La battaglia fu lunga e accanita,6 come era naturale fra tante decine di migliaia di uomini disperati. Spartaco fu ferito alla coscia da un giavellotto: piegato il ginocchio e protendendo lo scudo contro gli assalitori, continuò a combattere, finché cadde insieme a una gran folla dei suoi, circondato. Il resto del suo esercito, ormai in disordine, fu fatto a pezzi in massa: la strage fu tale che i morti non si poterono contare; dei Romani ne caddero circa mille. Il corpo di Spartaco non fu trovato. Molti ribelli, sfuggiti alla battaglia, si erano rifugiati sui monti, e Crasso salì a inseguirli. Si divisero in quattro gruppi e resistettero, finché furono tutti uccisi tranne seimila, che furono presi e crocifissi lungo tutta la strada da Capua a Roma.7

Note

  1. 1
    combattuta contro dei gladiatori (ὡς μονομάχων): i Romani avevano sottovalutato la rivolta perché la consideravano una scorreria di gladiatori, non una vera guerra; i primi eserciti mandati contro Spartaco erano truppe raccogliticce, e furono sconfitti.
    ↩
  2. 2
    con altre sei legioni (τέλεσιν ἓξ ἄλλοις): Crasso, pretore nel 72 a.C., ebbe il comando straordinario della guerra; alle sue sei legioni aggiunse quelle dei consoli già sconfitti, e punì i soldati che erano fuggiti con la decimazione, cioè l’uccisione di un soldato ogni dieci.
    ↩
  3. 3
    gli assedianti (τοῖς περικαθημένοις): Crasso aveva chiuso l’esercito di Spartaco nell’estremo sud della penisola, nel Bruzio, con un fossato e un muro da mare a mare.
    ↩
  4. 4
    Crocifisse... fra i due eserciti (ἐκρέμασεν ἐν τῷ μεταιχμίῳ): il verbo greco significa «appendere»; qui indica la crocifissione, la pena che i Romani riservavano agli schiavi.
    ↩
  5. 5
    appena tornato dalla Spagna (ἄρτι ἀφικόμενον ἐξ Ἰβηρίας): Pompeo rientrava dalla guerra contro Sertorio, conclusa nel 72-71 a.C.
    ↩
  6. 6
    La battaglia fu lunga e accanita: la battaglia decisiva fra Crasso e gli schiavi, combattuta in Lucania, presso il fiume Sele, nel 71 a.C.
    ↩
  7. 7
    lungo tutta la strada da Capua a Roma (ἀνὰ ὅλην τὴν ἐς Ῥώμην ἀπὸ Καπύης ὁδόν): la via Appia; le croci erano un monito per chiunque pensasse di ribellarsi a Roma.
    ↩

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