Letteratura italiana · Testo
Niccolò Machiavelli, Il Principe, cap. IX
In ogni città il popolo vuole non essere oppresso e i grandi vogliono opprimere: il principe che sale al potere con il favore del popolo è più sicuro, e chiunque governi deve farsi amico il popolo, perché nei tempi avversi è l'unico rimedio.
Letteratura italiana · Testo
Niccolò Machiavelli, Il Principe, cap. XII
«Le mercennarie et auxiliarie sono inutile e pericolose»: Machiavelli spiega perché uno stato deve difendersi con armi proprie e racconta come i capitani di ventura hanno condotto l'Italia alla rovina.
Letteratura italiana · Testo
Niccolò Machiavelli, Il Principe, cap. XVII
«È molto più sicuro essere temuto che amato»: la crudeltà ben usata di Cesare Borgia, la natura ingrata degli uomini, il confronto fra Annibale e Scipione.
Letteratura italiana · Testo
Madame de Staël, Sulla maniera e la utilità delle traduzioni, «Biblioteca Italiana», gennaio 1816, traduzione di Pietro Giordani
Gli italiani traducano i moderni inglesi e tedeschi, per uscire dalla mitologia e dall'erudizione: l'articolo che nel 1816 apre la polemica fra classici e romantici.
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Novalis, Inni alla notte, secondo inno
Il giorno della fatica terrena contro la notte senza tempo e senza spazio: Novalis invoca il sonno sacro, messaggero dei misteri infiniti.
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Niccolò Machiavelli, Il Principe, cap. XXIV
Perché i principi italiani hanno perso i loro stati: non per colpa della fortuna, ma per la propria inerzia.
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Niccolò Machiavelli, Il Principe, cap. XVIII
Nel capitolo XVIII del Principe Machiavelli si chiede se il principe debba mantenere la parola data: l’esperienza mostra che hanno vinto i principi astuti. Bisogna saper combattere con le leggi e con la forza, essere volpe e leone, e sembrare buoni senza esserlo sempre, quando lo richiede il bene dello stato.