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Il romanzo in Francia: confessione, romanzo storico, romanzo campestre

Come nasce, in Francia, la letteratura per il grande pubblico?

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In una cella di pietra, una ragazza dai lunghi capelli neri, vestita di bianco e velata, siede accarezzando una capretta; dalla porta la guarda, accovacciato, un uomo dal volto deforme e dai capelli irsuti
Tony Johannot, Esmeralda e Quasimodo, XIX secolo, olio. Parigi, Maison de Victor Hugo. Nella cella della cattedrale in cui l'ha nascosta, il campanaro deforme guarda da lontano Esmeralda e la sua capretta. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Il romanzo-confessione di Chateaubriand, Constant e Musset, il romanzo storico e popolare di Victor Hugo, l'avventura di Dumas, i romanzi «passionali» e «campestri» di George Sand.

Come nasce, in Francia, la letteratura per il grande pubblico?

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Il romanzo in Francia

In Francia il grande sviluppo del romanzo arriva un po' più tardi che in Inghilterra: i romanzi realisti di Stendhal e di Balzac escono intorno al 1830, e negli anni Trenta escono anche quelli di Alfred de Musset, di Victor Hugo, di George Sand. Il ritardo viene colmato rapidamente durante il regno di Luigi Filippo (1830-1848), negli anni della rivoluzione industriale e del decollo economico francese.

Il romanzo-confessione

Già prima si erano cimentati nel romanzo-confessione François-René de Chateaubriand (1768-1848), Madame de Staël (1766-1817) e Benjamin Constant (1767-1830). Chateaubriand aveva creato, nel breve romanzo René (1802), compreso nel Genio del cristianesimo, un personaggio malinconico e fantastico in cui si riconosceranno le prime generazioni romantiche. Madame de Staël, nei romanzi Delphine (1802) e Corinna o l'Italia (1807), aveva creato la figura della donna romantica e sentimentale.

Constant, uomo politico di idee liberali e perciò ostile a Napoleone, combatté anche dopo la caduta dell'imperatore per la libertà di stampa. Tenne sempre diari intimi, ricchi di osservazioni psicologiche sulla sua lunga relazione con Madame de Staël e sui suoi rapporti con altre donne. Anche Adolphe, scritto intorno al 1806 e pubblicato nel 1816, è costruito come un diario, e quindi come una confessione. Ma Constant non si abbandona ai sentimenti: è un analista spietato, capace di unire alla malinconia una lucidità razionale che gli permette di giudicare sé stesso. Adolphe è perciò anche un grande romanzo psicologico: racconta un amore sbagliato, che diventa una prigione fatta di ricatti e di sensi di colpa, fino alla morte della donna, Ellénore, e al rimorso del protagonista.

Romanzo-confessione è anche, già dal titolo, La confessione di un figlio del secolo (1836) di Alfred de Musset (1810-1857), che racconta il suo amore per la scrittrice George Sand. Musset, però, fu soprattutto un poeta lirico e un autore di teatro.

Victor Hugo e il romanzo storico

Il maggiore rappresentante del romanzo storico francese è Victor Hugo (1802-1885), capofila del movimento romantico, poeta e drammaturgo. Legittimista da giovane, si avvicinò sempre più a posizioni repubblicane e a un socialismo umanitario; quando Luigi Bonaparte prese il potere e si fece imperatore come Napoleone III, Hugo andò in esilio per diciannove anni. Scrisse un romanzo storico, Notre-Dame de Paris (1831), ambientato nella Parigi del 1482, e un romanzo storico della contemporaneità, I miserabili (1862), ambientato fra la battaglia di Waterloo e i moti del 1832.

In Notre-Dame de Paris la storia è soltanto la cornice: i protagonisti sono tutti inventati, e siamo quindi lontani dal romanzo di Manzoni. Quasimodo, il campanaro deforme, rapisce la zingara Esmeralda per conto dell'arcidiacono Frollo, e se ne innamora; il capitano Phoebus la salva; il poeta Gringoire la sposa senza esserne riamato. Alla fine Frollo, che ha lasciato condannare a morte l'innocente Esmeralda, viene ucciso da Quasimodo, che va a morire nel cimitero dei reietti stringendo il corpo della ragazza. Nel romanzo si muove la folla, e sono descritti gli ambienti più degradati e quelli più alti, dai mendicanti della «corte dei miracoli» ai potenti.

I miserabili è la storia di un ex forzato, Jean Valjean, che riesce a riscattarsi. Il romanzo è costruito su schemi semplici, i potenti egoisti da una parte e i poveri generosi dall'altra, che gli garantirono un enorme successo. In un romanzo successivo, I lavoratori del mare (1866), l'uomo lotta non contro la società ma contro la natura: la forza del mare e una piovra gigantesca.

Il romanzo popolare e la narrativa di consumo

Notre-Dame de Paris e I miserabili furono romanzi popolari, diffusissimi in Francia e in Italia. Le tinte forti, i contrasti morali netti, i personaggi dei bassifondi trasformano la storia in uno scenario fantastico: nei romanzi di Hugo ci sono già le premesse del romanzo d'avventura destinato al feuilleton.

Il passaggio è evidente in Alexandre Dumas padre (1802-1870), che scrive romanzi storici d'avventura per i lettori dei romanzi d'appendice. Il più famoso, I tre moschettieri (1844), ambientato nella Francia del cardinale Richelieu, crea un personaggio, D'Artagnan, spavaldo e sincero, che diventerà popolare in tutta Europa. La storia continua in Vent'anni dopo e nel Visconte di Bragelonne: il romanzo d'avventura diventa così un romanzo seriale, in cui il ritorno degli stessi eroi e di imprese simili, sempre a lieto fine, garantisce il successo. Con Hugo e Dumas nasce anche in Francia la letteratura di intrattenimento per le masse. Anche il romanzo di denuncia sociale poteva avere un livello più alto, come in George Sand, e uno più popolare, destinato al feuilleton, come in Eugène Sue, autore dei Misteri di Parigi (1842-1843).

George Sand

I primi romanzi di George Sand, pseudonimo maschile di Amandine-Aurore-Lucile Dupin (1804-1876), si rifanno a Rousseau e celebrano il primato dei sentimenti sulla legge della società: sono i cosiddetti romanzi «passionali», come Indiana (1832). L'esaltazione della natura e dei diritti del cuore riflette anche l'esperienza dell'autrice, che si era separata dal marito e, pur occupandosi con cura dei due figli, viveva liberamente: ebbe relazioni, fra gli altri, con Alfred de Musset e con il musicista Fryderyk Chopin. Prima e dopo il 1848, avvicinatasi alle idee socialiste, George Sand inaugura una seconda maniera, quella dei romanzi «campestri», che ebbero grande eco all'estero e anche in Italia, dove influenzarono il romanzo campagnolo: Lo stagno del diavolo (1846), La piccola Fadette (1849), I maestri suonatori (1853).

Per orientarsi

Per orientarsi

  1. Che cos'è un romanzo-confessione? Perché Adolphe è anche un romanzo psicologico?
  2. Che differenza c'è fra il romanzo storico di Hugo e quello di Manzoni?
  3. Che cosa si intende per romanzo seriale?
  4. Quali sono le due «maniere» di George Sand?

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