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Officina delle lettere

Testo commentato

Eugenia comincia a giudicare il padre

H. de Balzac, Eugénie Grandet, 1833; trad. di G. Deledda, Newton Compton, Roma 1994

la sera dell'arrivo della notizia del fallimento
In una camera spoglia, con il pavimento di mattonelle e una tenda pesante, una ragazza con l'abito chiaro e i capelli raccolti si guarda in uno specchietto davanti al catino
Daniel Hernández, illustrazione per Eugénie Grandet di Balzac, incisione, in un'edizione pubblicata a Filadelfia nel 1897. Eugénie si guarda allo specchio, il giorno dopo l'arrivo del cugino Charles. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Siamo a Saumur, nella valle della Loira, nella casa buia e fredda del vecchio Grandet, ex bottaio diventato uno dei più ricchi proprietari della regione, avarissimo con la moglie, con la figlia Eugénie e con la serva Nanon. Da Parigi è arrivato il nipote Charles, figlio del fratello di Grandet: un giovane elegante, abituato al lusso, che Eugénie ha subito ammirato. Per lui la ragazza ha osato infrangere le regole di risparmio imposte dal padre, preparando una colazione diversa dal solito, con lo zucchero, il burro, la frutta.

Charles non sa ancora che suo padre, rovinato da un fallimento, si è ucciso, e che lo ha affidato allo zio con una lettera. Il brano comincia subito dopo che Grandet gli ha dato la notizia. Il vecchio si preoccupa più del denaro sprecato e degli affari che del dolore del nipote, ed Eugénie, per la prima volta, comincia a giudicarlo: fra padre e figlia si apre un conflitto di valori. Nella parte omessa, Grandet spiega alla figlia che fare fallimento è il più disonorevole dei furti, annuncia la vendita vantaggiosa del suo vino e minaccia di mandarla in convento se insisterà ad aiutare il cugino.

Il brano è nella traduzione di Grazia Deledda, la scrittrice sarda che ricevette il premio Nobel per la letteratura del 1926; il testo originale francese si può leggere da solo o a fronte.

Charles, sans écouter son oncle, se sauva dans la cour, trouva l'escalier, monta dans sa chambre, et se jeta en travers sur son lit en se mettant la face dans les draps pour pleurer à son aise loin de ses parents.

Traduzione

Charles senza dar più retta allo zio, corse attraverso il cortile fino alla scala, salì alla sua camera e si gettò sul letto nascondendo la faccia nelle lenzuola per piangere liberamente, lungi1 dai suoi parenti.

— Il faut laisser passer la première averse, dit Grandet en rentrant dans la salle où Eugénie et sa mère avaient brusquement repris leurs places et travaillaient d'une main tremblante après s'être essuyé les yeux. Mais ce jeune homme n'est bon à rien, il s'occupe plus des morts que de l'argent.

Traduzione

«Bisogna che gli passi la prima impressione», disse Grandet rientrando in sala, dove Eugénie e sua madre avevano subito ripresi i loro posti e lavoravano con mano tremante dopo essersi asciugati gli occhi. «Però... questo giovanotto non è buono a nulla... S’occupa più dei morti che del danaro».

Eugénie frissonna en entendant son père s'exprimant ainsi sur la plus sainte des douleurs. Dès ce moment, elle commença à juger son père. Quoique assourdis, les sanglots de Charles retentissaient dans cette sonore maison; et sa plainte profonde, qui semblait sortir de dessous terre, ne cessa que vers le soir, après s'être graduellement affaiblie.

Traduzione

La fanciulla ebbe un brivido nell’udire suo padre parlare così del più santo fra i dolori, e da quel punto essa cominciò a giudicarlo. Benché affievoliti per la distanza, i singhiozzi di Charles si ripercuotevano in quel fabbricato sonoro, e il suo pianto disperato, che pareva uscire di sotterra, si fece meno violento solo verso il tardi e cessò quasi a sera.

— Pauvre jeune homme! dit madame Grandet.

Traduzione

«Povero giovane!», sospirò la signora Grandet.

Fatale exclamation! Le père Grandet regarda sa femme, Eugénie et le sucrier; il se souvint du déjeuner extraordinaire apprêté pour le parent malheureux, et se posa au milieu de la salle.

Traduzione

Fatale esclamazione! Papà Grandet guardò sua moglie, Eugénie e la zuccheriera2, si ricordò della insolita colazione apparecchiata per l’infelice suo parente e si piantò in mezzo alla sala.

— Ah! çà, j'espère, dit-il avec son calme habituel, que vous n'allez pas continuer vos prodigalités, madame Grandet. Je ne vous donne pas mon argent pour embucquer de sucre ce jeune drôle.

Traduzione

«A proposito», disse con la calma abituale, «spero che non vorrete ripetere le vostre prodigalità, signora... Non vi do il mio danaro per trattare a zuccherini quello scioccherello».

— Ma mère n'y est pour rien, dit Eugénie. C'est moi qui...

Traduzione

«La mamma non ci ha colpa affatto. Sono stata io che...».

— Est-ce parce que tu es majeure, reprit Grandet en interrompant sa fille, que tu voudrais me contrarier? Songe, Eugénie...

Traduzione

«Forse perché sei maggiore di età», rispose Grandet interrompendo la figlia, «ti permetti di contrariarmi? Pensa, Eugénie...».

— Mon père, le fils de votre frère ne devait pas manquer chez vous de...

Traduzione

«Babbo, il figlio di vostro fratello non doveva mancare in casa vostra...»

— Ta, ta, ta, ta, dit le tonnelier sur quatre tons chromatiques, le fils de mon frère par-ci, mon neveu par là. Charles ne nous est de rien, il n'a ni sou ni maille; son père a fait faillite; et, quand ce mirliflor aura pleuré son soûl, il décampera d'ici; je ne veux pas qu'il révolutionne ma maison. [...]

Traduzione

«Ta, ta, ta, ta», gridò il bottaio su quattro toni cromatici;3 «il figlio di mio fratello di qua, mio nipote di là... Charles non ci è nulla. Non ha un quattrino, e suo padre è fallito... Quando quel ganimede4 avrà pianto l’anima sua, sloggerà di qui, perché non voglio che mi metta sossopra la casa». [...]

Le dîner fut étrangement silencieux.

Traduzione

Il pranzo trascorse in un silenzio strano.

— Mon bon ami, dit madame Grandet lorsque la nappe fut ôtée, il faut que nous prenions le deuil.

Traduzione

«Mio buon amico», disse la signora Grandet quando la tavola fu apparecchiata, «bisognerà prendere il lutto».

— En vérité, madame Grandet, vous ne savez quoi vous inventer pour dépenser de l'argent. Le deuil est dans le cœur et non dans les habits.

Traduzione

«A dir vero, signora, mi sembra che non abbiate altro da inventare per buttar via del denaro... Il lutto s’ha nel cuore e non negli abiti».

— Mais le deuil d'un frère est indispensable, et l'Église nous ordonne de...

Traduzione

«Ma il lutto d’un fratello, è indispensabile, e la Chiesa ci ordina di...».

— Achetez votre deuil sur vos six louis. Vous me donnerez un crêpe, cela me suffira.

Traduzione

«Compratevi gli abiti da lutto con i vostri sei luigi5... in quanto a me, basterà un po’ di crespo».6

Eugénie leva les yeux au ciel sans mot dire. Pour la première fois dans sa vie, ses généreux penchants endormis, comprimés, mais subitement éveillés, étaient à tout moment froissés. Cette soirée fut semblable en apparence à mille soirées de leur existence monotone, mais ce fut certes la plus horrible. Eugénie travailla sans lever la tête, et ne se servit point du nécessaire que Charles avait dédaigné la veille. Madame Grandet tricota ses manches. Grandet tourna ses pouces pendant quatre heures, abîmé dans des calculs dont les résultats devaient, le lendemain, étonner Saumur. Personne ne vint, ce jour-là, visiter la famille. En ce moment, la ville entière retentissait du tour de force de Grandet, de la faillite de son frère et de l'arrivée de son neveu. Pour obéir au besoin de bavarder sur leurs intérêts communs, tous les propriétaires de vignobles des hautes et moyennes sociétés de Saumur étaient chez monsieur des Grassins, où se fulminèrent de terribles imprécations contre l'ancien maire.

Traduzione

Eugénie levò gli occhi in alto senza parlare, poiché per la prima volta in vita sua sentiva ferire ad ogni momento i propositi generosi in lei assopiti e ridestati d’un tratto. Quella sera parve somigliasse alle altre, tristi e monotone, ma fu certo la più orribile. La fanciulla lavorò a testa china, e non si servì dell’astuccio7 che Charles aveva disprezzato il giorno prima: la madre continuò la sua maglia e il vecchio s’immerse per quattr’ore nei calcoli che avrebbero meravigliato certo tutta Saumur l’indomani. Non vi fu alcuna visita. La città intanto parlava del nuovo affare di Grandet, del fallimento di suo fratello e dell’arrivo del nipote, mentre, in omaggio al bisogno di ciarlare8 sugli interessi comuni, i proprietari di vigne erano convenuti in casa de Grassins9 a fulminare di imprecazioni terribili l’ex-sindaco10.

Nanon filait, et le bruit de son rouet fut la seule voix qui se fît entendre sous les planchers grisâtres de la salle.

Traduzione

Nanon11 in un angolo filava, e il rumore delle sue ciabatte si sentiva di quando in quando sul pavimento grigiastro della sala.

— Nous n'usons point nos langues, dit-elle en montrant ses dents blanches et grosses comme des amandes pelées.

Traduzione

«Sembra che noi non usiamo più le nostre lingue», disse mostrando i suoi denti bianchi e grossi come mandorle sbucciate.

— Ne faut rien user, répondit Grandet en se réveillant de ses méditations. Il se voyait en perspective huit millions dans trois ans, voguait sur cette longue nappe d'or. — Couchons-nous. J'irai dire bonsoir à mon neveu pour tout le monde, et voir s'il veut prendre quelque chose.

Traduzione

«Non occorre usar nulla», rispose Grandet, scuotendosi dalla meditazione durante la quale gli sorrideva la prospettiva di otto milioni in tre anni e si vedeva già assiso su un monte d’oro. «Andiamo a letto. Vado sopra a dar la buona sera a mio nipote anche per provare di fargli mangiar qualche cosa».

Madame Grandet resta sur le palier du premier étage pour entendre la conversation qui allait avoir lieu entre Charles et le bonhomme. Eugénie, plus hardie que sa mère, monta deux marches.

Traduzione

La signora Grandet si fermò sul pianerottolo, per udire la conversazione che avrebbe avuto luogo tra Charles e il vecchio, mentre Eugénie, più ardita della madre, salì due gradini.

— Hé! bien, mon neveu, vous avez du chagrin. Oui, pleurez, c'est naturel. Un père est un père. Mais faut prendre notre mal en patience. Je m'occupe de vous pendant que vous pleurez. Je suis un bon parent, voyez-vous. Allons, du courage. Voulez-vous boire un petit verre de vin? Le vin ne coûte rien à Saumur, on y offre du vin comme dans les Indes une tasse de thé. Mais, dit Grandet en continuant, vous êtes sans lumière. Mauvais, mauvais! faut voir clair à ce que l'on fait. Grandet marcha vers la cheminée. — Tiens! s'écria-t-il, voilà de la bougie. Où diable a-t-on pêché de la bougie? Les garces démoliraient le plancher de ma maison pour cuire des œufs à ce garçon-là.

Traduzione

«Ebbene, nipote mio, siete addolorato, piangete, ed è naturale, perché un padre è sempre un padre; ma bisogna anche sopportare con pazienza le disgrazie... Mentre vi struggete in lacrime, io mi occupo delle cose vostre... Sono un buon parente, io!... Suvvia, un po’ di coraggio! Bevereste12 un bicchier di vino?... A Saumur non costa nulla il vino, e lo si offre come nelle Indie una tazza di tè. Ma... siete all’oscuro... Male! male... bisogna veder chiaro in ciò che si fa». E mosse difilato verso il caminetto. «Ecco», gridò, «ecco delle candele. Dove diavolo sono andati a pescare delle candele di cera? Guasterebbero persino il pavimento della mia casa per cuocere delle uova a quel giovanotto».

En entendant ces mots, la mère et la fille rentrèrent dans leurs chambres et se fourrèrent dans leurs lits avec la célérité de souris effrayées qui rentrent dans leurs trous.

Traduzione

Nell’udir queste parole, madre e figlia scapparono in camera e si misero a letto in un attimo, come topi spaventati che rientrano nei loro buchi.

— Madame Grandet, vous avez donc un trésor? dit l'homme en entrant dans la chambre de sa femme.

Traduzione

«Sicché avete un tesoro13, voi, signora?...», chiese il bottaio entrando nella camera di sua moglie.

— Mon ami, je fais mes prières, attendez, répondit d'une voix altérée la pauvre mère.

Traduzione

«Amico mio, sto recitando le orazioni, abbiate pazienza», rispose la povera donna con voce alterata.

— Que le diable emporte ton bon Dieu! répliqua Grandet en grommelant.

Traduzione

«Al diavolo il tuo buon Dio!», borbottò Grandet.

Les avares ne croient point à une vie à venir, le présent est tout pour eux. Cette réflexion jette une horrible clarté sur l'époque actuelle, où, plus qu'en aucun autre temps, l'argent domine les lois, la politique et les mœurs. Institutions, livres, hommes et doctrines, tout conspire à miner la croyance d'une vie future sur laquelle l'édifice social est appuyé depuis dix-huit cents ans. Maintenant le cercueil est une transition peu redoutée. L'avenir, qui nous attendait par delà le requiem, a été transposé dans le présent. Arriver per fas et nefas au paradis terrestre du luxe et des jouissances vaniteuses, pétrifier son cœur et se macérer le corps en vue de possessions passagères, comme on souffrait jadis le martyre de la vie en vue de biens éternels, est la pensée générale! pensée d'ailleurs écrite partout, jusque dans les lois, qui demandent au législateur: Que payes-tu? au lieu de lui dire: Que penses-tu? Quand cette doctrine aura passé de la bourgeoisie au peuple, que deviendra le pays?

Traduzione

Gli avari non credono nella vita futura, poiché per essi il presente è tutto, e questo stesso concetto diffonde una luce orribile sul mondo odierno, ove più che mai il denaro domina leggi, politica e costumi. Istituzioni, libri, uomini e dottrina cospirano insieme a scuotere la fede in una altra vita, fede su cui da diciotto secoli si basa l’edifizio sociale. Tuttavia ci troviamo quasi al medesimo punto, poiché l’avvenire che ci attendeva al di là del requiem14 fu trasportato nel presente. Giungere per fas et nefas15 al paradiso terrestre del lusso e delle gioie vanitose, pietrificare il cuore e macerarsi il corpo nell’ansia di beni passeggeri, come un tempo si soffriva il martirio per acquistare i beni eterni, ecco l’idea di tutti, l’idea stabilita e concreta in ogni luogo, persino nelle leggi, le quali domandano all’uomo: «Cosa paghi?» invece di dirgli: «Cosa pensi?»... Se una dottrina simile si diffonderà dalla borghesia al popolo, che ne sarà del mondo?

— Madame Grandet, as-tu fini? dit le vieux tonnelier.

Traduzione

«Signora Grandet, hai finito?», domandò di nuovo il bottaio.

— Mon ami, je prie pour toi.

Traduzione

«Amico mio, sto pregando per te».

— Très bien! bonsoir. Demain matin, nous causerons.

Traduzione

«Benissimo, buona sera; parleremo domattina».

La pauvre femme s'endormit comme l'écolier qui, n'ayant pas appris ses leçons, craint de trouver à son réveil le visage irrité du maître. Au moment où, par frayeur, elle se roulait dans ses draps pour ne rien entendre, Eugénie se coula près d'elle, en chemise, pieds nus, et vint la baiser au front.

Traduzione

La poveretta prese sonno come lo scolaro che non sa la lezione e prevede allo svegliarsi il viso irritato del maestro; ma, mentr’ella s’avvolgeva paurosa nelle lenzuola, ecco Eugénie avvicinarsi in camicia, a piedi nudi, per darle un bacio in fronte.

— Oh! bonne mère, dit-elle, demain, je lui dirai que c'est moi.

Traduzione

«Oh, mamma buona, domani gli dirò che sono stata io».

— Non, il t'enverrait à Noyers. Laisse-moi faire, il ne me mangera pas.

Traduzione

«No, ti manderebbe a Noyers16... Lasciami fare; non mi mangerà, alla fine!».

— Entends-tu, maman?

Traduzione

«Lo senti, mamma?».

— Quoi?

Traduzione

«Cosa?».

— Hé! bien, il pleure toujours.

Traduzione

«Non senti?... egli17 piange sempre».

— Va donc te coucher, ma fille. Tu gagneras froid aux pieds. Le carreau est humide.

Traduzione

«Torna a letto, figliuola!... Ti si geleranno i piedi. È tanto umido il pavimento!».

Note

  1. 1
    lungi: lontano.
    ↩
  2. 2
    la zuccheriera: Grandet tiene sotto chiave tutte le provviste, compreso lo zucchero, e le distribuisce lui stesso ogni giorno; per Charles, Eugénie e la madre ne avevano usato più del solito.
    ↩
  3. 3
    su quattro toni cromatici: cioè canterellando su una melodia appena accennata. Grandet canticchia così quando vuole troncare un discorso.
    ↩
  4. 4
    ganimede: damerino; dal nome di Ganimede, il bellissimo giovane troiano che nella mitologia greca Zeus rapisce e porta sull'Olimpo come coppiere degli dèi. Nell'originale Grandet dice mirliflor, «bellimbusto».
    ↩
  5. 5
    sei luigi: il luigi d'oro valeva venti franchi. Quel giorno Grandet, contento di aver venduto il suo vino, aveva regalato sei luigi alla moglie.
    ↩
  6. 6
    crespo: tessuto increspato usato anche in occasione di lutto per ornare le vesti, o dalle donne per velarsi il capo e nascondere il volto.
    ↩
  7. 7
    astuccio: il necessario da cucito di Eugénie, che il giorno prima Charles, abituato al lusso di Parigi, aveva guardato con disprezzo.
    ↩
  8. 8
    ciarlare: chiacchierare.
    ↩
  9. 9
    de Grassins: la famiglia del banchiere des Grassins, che spera di far sposare il figlio a Eugénie, ricca ereditiera.
    ↩
  10. 10
    l'ex-sindaco: Grandet, che era stato sindaco di Saumur. Quella mattina, mentre gli altri proprietari si erano accordati per non vendere e far salire i prezzi, aveva venduto in segreto tutto il suo vino ai mercanti olandesi e belgi: per questo lo maledicono.
    ↩
  11. 11
    Nanon: la serva dei Grandet, robusta e fedelissima al padrone.
    ↩
  12. 12
    Bevereste: berreste.
    ↩
  13. 13
    un tesoro: le candele di cera, più costose delle solite candele di sego, fanno sospettare a Grandet che la moglie abbia del denaro nascosto.
    ↩
  14. 14
    requiem: preghiera attraverso cui si augura pace ai morti; qui indica la morte stessa.
    ↩
  15. 15
    per fas et nefas: attraverso il lecito e l'illecito, cioè con ogni mezzo; è un'espressione latina.
    ↩
  16. 16
    Noyers: un'abbazia vicino a Saumur. Poco prima Grandet aveva minacciato di mandarvi Eugénie, se avesse insistito a voler aiutare il cugino.
    ↩
  17. 17
    egli: il corsivo è nel testo: Eugénie non nomina il cugino, ma il pronome basta a dire che pensa solo a lui.
    ↩

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