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Officina delle lettere

Testo commentato

La necessità di rinnovare la letteratura italiana

Madame de Staël, De l'esprit des traductions, in Œuvres complètes, Treuttel et Würtz, Paris 1821, vol. XVII; trad. di P. Giordani, Sulla maniera e la utilità delle traduzioni, «Biblioteca Italiana», I, gennaio 1816

«Biblioteca Italiana», gennaio 1816, traduzione di Pietro Giordani
Ritratto inciso di una donna con un turbante, i capelli neri ricci e un abito scollato
Ritratto di Madame de Staël, incisione da un dipinto di François Gérard. Lovanio, KU Leuven. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Nel gennaio 1816 il primo numero della «Biblioteca Italiana», la rivista milanese voluta dal governo austriaco, pubblica un articolo di Madame de Staël (Anne-Louise-Germaine Necker, 1766-1817), De l'esprit des traductions, tradotto da Pietro Giordani con il titolo Sulla maniera e la utilità delle traduzioni. La scrittrice, figlia del banchiere ginevrino Jacques Necker, ministro di Luigi XVI, aveva fatto conoscere all'Europa latina il Romanticismo tedesco con il libro De l'Allemagne (1813).

L'articolo provoca una reazione immediata. Giordani stesso risponde nel numero di aprile con una lettera anonima; la Staël replica in giugno con una Lettera ai compilatori della Biblioteca Italiana. È l'inizio della polemica fra classici e romantici. Riportiamo due passi dell'articolo nella traduzione di Giordani, quella che lessero allora gli italiani; il testo originale francese, pubblicato più tardi nelle opere della scrittrice, si può leggere da solo o a fronte.

Il seroit fort à désirer, ce me semble, que les Italiens s'occupassent de traduire avec soin diverses poésies nouvelles des Anglois et des Allemands; ils feroient ainsi connoître un genre nouveau à leurs compatriotes, qui s'en tiennent, pour la plupart, aux images tirées de la mythologie ancienne: or, elles commencent à s'épuiser, et le paganisme de la poésie ne subsiste presque plus dans le reste de l'Europe. Il importe aux progrès de la pensée, dans la belle Italie, de regarder souvent au-delà des Alpes, non pour emprunter, mais pour connoître; non pour imiter, mais pour s'affranchir de certaines formes convenues qui se maintiennent en littérature comme les phrases officielles dans la société, et qui en bannissent de même toute vérité naturelle. Si les traductions des poëmes enrichissent les belles-lettres, celles des pièces de théâtre pourroient exercer encore une plus grande influence; car le théâtre est vraiment le pouvoir exécutif de la littérature. A. W. Schlegel a fait une traduction de Shakespeare, qui, réunissant l'exactitude à l'inspiration, est tout-à-fait nationale en Allemagne. Les pièces angloises ainsi transmises, sont jouées sur le théâtre allemand, et Shakespeare et Schiller y sont devenus compatriotes. Il seroit possible en Italie d'obtenir un résultat du même genre; les auteurs dramatiques françois se rapprochent autant du goût des Italiens que Shakespeare de celui des Allemands, et peut-être pourroit-on représenter Athalie avec succès sur le beau théâtre de Milan, en donnant aux chœurs l'accompagnement de l'admirable musique italienne. [...]

Traduzione

Dovrebbero a mio avviso gl'Italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a' loro cittadini, i quali per lo più stanno contenti all'antica mitologia: né pensano che quelle favole sono da un pezzo anticate1, anzi il resto d'Europa le ha già abbandonate e dimentiche. Perciò gl'intelletti della bella Italia, se amano di non giacere oziosi, rivolgano spesso l'attenzione di là dall'Alpi, non dico per vestire le fogge straniere, ma per conoscerle; non per diventare imitatori, ma per uscire di quelle usanze viete2, le quali durano nella letteratura come nelle compagnie i complimenti, a pregiudizio della naturale schiettezza. Che se le lettere si arricchiscono colle traduzioni de' poemi; traducendo i drammi si conseguirebbe una molto maggiore utilità; poiché il teatro è come il magistrato della letteratura3. Shakspear tradotto con vivissima rassomiglianza dallo Schlegel4, fu rappresentato ne' teatri di Germania, come se Shakspear e Schiller fossero divenuti concittadini. E facilmente in Italia si avrebbe un eguale effetto; poiché i drammatici francesi tanto si accostano all'italiano quanto Shakspear al tedesco: né parmi a dubitare che sul bel teatro milanese non fosse gradita l'Atalìa5, se i cori fossero accompagnati dalla stupenda musica italiana. [...]

La littérature italienne est partagée maintenant entre les érudits qui sassent et ressassent les cendres du passé, pour tâcher d'y retrouver encore quelques paillettes d'or, et les écrivains qui se fient à l'harmonie de leur langue pour faire des accords sans idées, pour mettre ensemble des exclamations, des déclamations, des invocations où il n'y a pas un mot qui parte du cœur et qui y arrive. Ne seroit-il donc pas possible qu'une émulation active, celle des succès de théâtre, ramenât par degrés l'originalité d'esprit et la vérité de style, sans lesquelles il n'y a point de littérature, ni peut-être même aucune des qualités qu'il faudroit pour en avoir une.

Traduzione

Havvi6 oggidì nella Letteratura italiana una classe di eruditi che vanno continuamente razzolando le antiche ceneri, per trovarvi forse qualche granello d'oro: ed un'altra di scrittori senz'altro capitale che molta fiducia nella lor lingua armoniosa, donde raccozzano7 suoni vôti d'ogni pensiero, esclamazioni, declamazioni, invocazioni, che stordiscono gli orecchi, e trovan sordi i cuori altrui, perché non esalarono dal cuore dello scrittore. Non sarà egli dunque possibile che una emulazione operosa, un vivo desiderio d'esser applaudito ne' teatri, conduca gl'ingegni italiani a quella meditazione che fa essere inventori, e a quella verità di concetti e di frasi nello stile, senza cui non ci è buona letteratura, e neppure alcuno elemento di essa?

Note

  1. 1
    anticate: invecchiate.
    ↩
  2. 2
    viete: logore, superate.
    ↩
  3. 3
    il teatro... letteratura: il teatro giudica la letteratura come un magistrato, perché davanti al pubblico si vede subito se un'opera è viva o morta. Nell'originale francese l'immagine è un'altra: il teatro è «il potere esecutivo della letteratura» (le pouvoir exécutif de la littérature), quello che mette in pratica le idee.
    ↩
  4. 4
    Shakspear... dallo Schlegel: fra il 1797 e il 1810 August Wilhelm Schlegel tradusse in tedesco diciassette drammi di Shakespeare; la traduzione, completata poi da altri, è ancora oggi un classico della letteratura tedesca.
    ↩
  5. 5
    Atalìa: Athalie (1691), l'ultima tragedia di Jean Racine, di argomento biblico, con cori; piaceva ai romantici.
    ↩
  6. 6
    Havvi: vi è.
    ↩
  7. 7
    raccozzano: mettono insieme alla rinfusa.
    ↩

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