Vai al contenuto

Officina delle lettere

Esci 1 / 1

Storia · Quarto anno

Settecento e primo Ottocento

Come cambiò la Sardegna sotto i Savoia, fra riforme, rivolte e delusioni?

Il percorso

I capitoli

  1. Dalla Spagna ai Savoia: banditismo e riforme
  2. Le rivolte di fine Settecento e Giovanni Maria Angioy
  3. La terra, la fine del feudalesimo e la «fusione perfetta»

Capitolo 1

Dalla Spagna ai Savoia: banditismo e riforme

Con la guerra di successione spagnola la Sardegna passa agli Asburgo e poi, nel 1720, ai Savoia, che diventano «re di Sardegna». Il nuovo governo reprime con durezza il banditismo; dalla metà del secolo il ministro Bogino avvia riforme prudenti…

  • Dalla Spagna ai Savoia
  • La repressione del banditismo
  • Il prudente riformismo sabaudo
Ritratto di un sovrano con una grande parrucca bianca, l’armatura e un mantello rosso foderato di ermellino, accanto alla corona
Pittore ignoto, Ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia, 1713-1720 circa: nel 1720 ricevette la Sardegna e il titolo di re. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

I Monti frumentari

Per sostenere i contadini, nel 1767 i Savoia riorganizzano i Monti frumentari, che prestano il grano per la semina da restituire dopo il raccolto. Fioriscono per alcuni decenni, poi entrano in crisi; il problema della proprietà della terra, denunciato da Francesco Gemelli, resta irrisolto.

Un edificio di pietra con un grande arco di mattoni rossi sulla facciata, in una via di paese
L’edificio del Monte granatico di Arbus, dove si conservava il grano da prestare ai contadini per la semina. Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, foto di Goccismo Floris Serra.

Approfondimento

Su bugginu

Nelle imprecazioni sarde ricorre «su bugginu»: forse il ricordo del severo ministro Bogino, identificato con il boia, forse invece una parola di origine spagnola, come pensava il linguista Max Leopold Wagner.

Incisione con un uomo in parrucca e toga, in piedi accanto a un tavolo con un libro
Ritratto inciso del conte Giovanni Battista Lorenzo Bogino, ministro per gli affari di Sardegna dal 1759 al 1773: stampa del XIX secolo. Amsterdam, Rijksmuseum. Wikimedia Commons, CC0.

Capitolo 2

Le rivolte di fine Settecento e Giovanni Maria Angioy

Negli anni Novanta del Settecento la Sardegna vive il suo momento rivoluzionario: respinto lo sbarco francese del 1793, i Sardi chiedono più autonomia e il 28 aprile 1794 cacciano da Cagliari i funzionari piemontesi. Le campagne insorgono contro i feudatari;…

  • Giovanni Maria Angioy
Ritratto a stampa di un uomo giovane con i capelli corti, la giacca e il fazzoletto annodato al collo
Ritratto di Giovanni Maria Angioy (1751-1808), guida del movimento antifeudale sardo, dal Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna di Pasquale Tola. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Sa die de sa Sardigna

Il 28 aprile è la festa del popolo sardo: ricorda il 1794, quando i Cagliaritani costrinsero i funzionari piemontesi a imbarcarsi per il continente. La scelta della data è stata discussa, ma celebra la capacità dei Sardi di opporsi a una dominazione esterna.

Figure incappucciate in costume scuro, con campanacci e corna, sfilano davanti a una casa di campagna
Maschere tradizionali sfilano a San Salvatore di Sinis durante Sa die de sa Sardigna, il 28 aprile 2013. Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, foto di Norbert Nagel.

Capitolo 3

La terra, la fine del feudalesimo e la «fusione perfetta»

Nell’Ottocento i Savoia cambiano a fondo la Sardegna: l’Editto delle chiudende del 1820 crea la proprietà privata della terra, Carlo Alberto abolisce il feudalesimo nel 1836-39 e nel 1847 la «fusione perfetta» unisce l’isola al Piemonte. Le riforme però pesano…

  • Il problema della terra
  • L’abolizione del feudalesimo e la “fusione”
  • Verso l’unificazione nazionale
Ritratto di un re in piedi, in uniforme bianca e mantello di ermellino, accanto a una colonna
Ferdinando Cavalleri, Ritratto di Carlo Alberto di Savoia, 1832: il re che abolì il feudalesimo in Sardegna e concesse lo Statuto del 1848. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Tancas serradas a muru

La quartina popolare, forse di Melchiorre Murenu o di Gavino Achena, contro le recinzioni nate dall’Editto delle chiudende: se il Cielo fosse stato in terra, avrebbero chiuso anche lui.

Ulivi in un campo delimitato da muri a secco, ai piedi di una montagna rocciosa
Ulivi e muri a secco nelle campagne di Oliena, ai piedi del Supramonte: le «tanche chiuse a muro» nate dall’Editto delle chiudende. Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, foto di JopkeB.

Per concludere

Torniamo alla domanda

Come cambiò la Sardegna sotto i Savoia, fra riforme, rivolte e delusioni?