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La premiazione del torneo: analisi del testo

Come costruisce Scott l'attesa del lettore, e che cosa ci racconta del Medioevo?

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Ritratto a mezzo busto di un uomo anziano dai capelli grigi e dal volto largo, con un abito scuro e un fazzoletto bianco al collo, su uno sfondo scuro
Henry Raeburn, Ritratto di Walter Scott, 1822, olio su tela. Edimburgo, Scottish National Portrait Gallery. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Un premio che passa di mano, un elmo che non si vuole togliere, una ferita nascosta: come Scott costruisce la suspense e mescola personaggi storici e inventati.

Come costruisce Scott l'attesa del lettore, e che cosa ci racconta del Medioevo?

Dentro il testo

Una scena costruita sull'attesa

La premiazione del torneo è costruita come una serie di attese e di sorprese. Il lettore sa già che i due cavalieri misteriosi nascondono qualcosa, ma non sa ancora chi siano; Scott rimanda il più possibile il momento della rivelazione.

La scena procede per tappe. Prima il principe Giovanni vuole premiare il Cavaliere Nero, che però è sparito nel bosco con il suo passo svogliato: il primo mistero resta aperto. Poi il Cavaliere Diseredato, proclamato campione, non risponde, si inchina in silenzio, barcolla: il lettore comincia a sospettare che qualcosa non vada. Quando Rowena sta per incoronarlo, i marescialli esigono che si tolga l'elmo; il cavaliere mormora un rifiuto che «si perse nel vuoto dell'elmo». Infine l'elmo viene tolto, e appare il volto pallido e insanguinato di un giovane di venticinque anni. Solo nell'ultima frase, quando gli slacciano l'armatura, si scopre la causa dello svenimento: la punta di una lancia gli ha trapassato la corazza.

Ogni particolare, dunque, rinvia la soluzione e aumenta la tensione: è la tecnica della suspense, che il romanzo storico di Scott trasmetterà al romanzo d'avventura e d'appendice dell'Ottocento.

Il riconoscimento

Il momento culminante è un riconoscimento, un espediente antico quanto l'epica e la tragedia greca. Il nome di Ivanhoe non viene pronunciato dal narratore fino all'ultima frase: il lettore lo riconosce, come gli spettatori del torneo, dal volto, e soprattutto dalla reazione di Rowena e di Cedric. Rowena lancia «un debole grido», ma si domina e porta a termine il rito con voce ferma; Cedric resta muto, poi si slancia «come per separarlo da Rowena». Il riconoscimento rivela così, in un solo istante, i rapporti fra i personaggi: l'amore contrastato dei due giovani e l'ostilità del padre che ha diseredato il figlio.

Storia e invenzione

Nel brano compaiono personaggi storici e personaggi inventati. Storici sono il principe Giovanni, che governa al posto del fratello prigioniero, e re Riccardo Cuor di Leone, nascosto sotto l'armatura nera e il soprannome francese di «Fannullone Nero». Inventati sono Ivanhoe, Rowena e Cedric. È il metodo del romanzo storico di Scott: i personaggi d'invenzione stanno in primo piano e vivono le loro vicende private, mentre i personaggi storici restano sullo sfondo e compaiono quando la storia privata incrocia quella pubblica. Lo stesso equilibrio si ritroverà, in forme diverse, nei Promessi sposi di Manzoni.

Anche i conflitti dell'epoca entrano nella scena. Il soprannome francese del Cavaliere Nero ricorda che la lingua della corte e della nobiltà è quella dei normanni; il sassone Cedric ha ripudiato il figlio anche perché ha seguito in crociata un re normanno. Il torneo, festa cavalleresca, mette in scena i rapporti di potere fra principe, nobili e popolo, che «di ogni condizione» partecipa all'esultanza.

Un Medioevo per i lettori dell'Ottocento

Il Medioevo di Scott è un mondo di cerimonie, di colori, di gesti solenni: le trombe, gli araldi, i fazzoletti di seta delle dame, la corona d'onore. Ma accanto allo spettacolo c'è un dettaglio realistico e crudo: il campo «scivoloso di sangue e ingombro di armature spezzate e di corpi di cavalli uccisi e feriti». L'eroe cavalleresco, ormai scomparso dalla società inglese dell'Ottocento, offre al lettore borghese un mondo ideale in cui riconoscersi; ma è riletto con la sensibilità del proprio tempo. Rowena, bella, dolente e capace di dominare l'emozione, è un'eroina romantica, mossa da un amore grande e contrastato.

Verso le competenze

Esercizi

Comprendere

  1. Perché il principe Giovanni vorrebbe premiare il Cavaliere Nero? Perché alla fine deve premiare il Cavaliere Diseredato?
  2. Chi sono, in realtà, i due cavalieri misteriosi?
  3. Perché Ivanhoe sviene ai piedi di Rowena?

Analizzare

  1. Individua nel testo gli elementi che creano la suspense e rimandano la rivelazione dell'identità del cavaliere.
  2. Come reagiscono Rowena e Cedric quando riconoscono Ivanhoe? Che cosa rivelano le loro reazioni?
  3. Distingui i personaggi storici da quelli inventati. Quale ruolo hanno gli uni e gli altri nella scena?

Interpretare

  1. Quali aspetti del Medioevo di Scott potevano affascinare un lettore borghese dell'Ottocento? Rispondi con riferimenti al testo.
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