Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Da dove viene la parola «romantico», contro che cosa nasce il movimento, quali sono i suoi caratteri: la natura come organismo, il contrasto fra l'io e il mondo, il genio, l'amore-passione, la storia dei popoli.
Perché il Romanticismo nasce da un senso di scissione?
Lezione
La parola «romantico»
In inglese l'aggettivo romantic compare nel Seicento con un significato negativo: indicava ciò che somigliava ai romances, i romanzi cavallereschi, cioè il falso, il fantasioso, l'esagerato. Nel Settecento la parola si carica di nuovi valori: evoca l'evasione, il lontano, la natura selvaggia, il mistero. In Francia, accanto a pittoresque e romanesque, si diffonde romantique, usato anche da Jean-Jacques Rousseau per un rapporto sentimentale con il paesaggio, carico di malinconia.
Il significato storico nasce in Germania. Nel 1798 Friedrich Schlegel usa «romantico» per definire una nuova poesia, opposta a quella classica, e lo stesso anno esce a Jena il primo numero della rivista «Athenäum», diretta da Friedrich e August Wilhelm Schlegel, che diventa l'organo del primo Romanticismo tedesco. Sempre nel 1798 escono in Inghilterra le Lyrical Ballads (Ballate liriche) di William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, la cui prefazione del 1800 è considerata il manifesto del Romanticismo inglese.
Contro l'Illuminismo e il classicismo
Il Romanticismo si definisce prima di tutto per opposizione:
- in filosofia all'empirismo e al sensismo illuministi oppone l'idealismo;
- in religione al deismo e all'ateismo oppone il ritorno al cristianesimo;
- in politica al cosmopolitismo oppone il valore della nazione;
- in arte all'equilibrio neoclassico e al razionalismo oppone il sentimento, la passione, l'irrazionale, la genialità.
Per Schlegel la poesia classica esprimeva l'armonia e la pienezza; quella romantica esprime invece la disarmonia, la malinconia, la mancanza: un desiderio struggente di qualcosa che non si possiede, che i tedeschi chiamano Sehnsucht.
Il movimento, però, assume forme molto diverse da paese a paese. In politica alcuni romantici sostengono la Restaurazione, altri combattono per la libertà; in arte alcuni rompono con il razionalismo, altri, come gli italiani, lo conservano in parte.
Una cultura nata da una scissione
I romantici vivono in un mondo che cambia rapidamente: la rivoluzione industriale, il tempo scandito dalla produzione, il mercato, la ferrovia e la navigazione a vapore, il lavoro intellettuale che diventa una professione borghese. Si diffondono i giornali: il filosofo Hegel scrive che la lettura mattutina del giornale è diventata la preghiera dell'uomo moderno. La letteratura si allarga a nuovi paesi, come la Russia e gli Stati Uniti.
A questa società i romantici reagiscono cercando ciò che essa sembra negare: l'infinito e l'assoluto, l'irrazionale, la natura, il mistero, i sentimenti, la fede. L'immaginario romantico nasce così da una scissione: fra l'individuo e la società, fra la natura e la poesia da una parte e le macchine e l'economia dall'altra, fra l'ideale e il reale.
La natura come organismo vivente
Anche la scienza cambia. La fisica di Newton aveva descritto l'universo come una grande macchina, un orologio regolato da leggi precise. Ora si afferma una visione organicistica: la natura è un organismo vivo, attraversato da forze magiche o spirituali. Gli studi di Michael Faraday (1791-1867) sull'elettromagnetismo e le prime geometrie non euclidee mostrano che il mondo è più complesso di quanto si pensava. Per il filosofo Friedrich Schelling la natura è spirito, una manifestazione dell'Assoluto.
La natura diventa così quasi una persona, e l'uomo una parte della natura. Anche il tempo cambia significato: diventa interiore, il tempo dell'anima, e storico, il tempo della storia dei popoli.
L'io e il mondo
Il contrasto fra l'io e il mondo produce inquietudine, noia, malinconia, desiderio di evasione. I romantici amano la morte, la notte, il sogno; avvertono il vuoto dell'esistenza. Il paesaggio diventa a volte lo specchio dello stato d'animo, il «doppio» dell'anima; altre volte appare estraneo e ostile.
Il genio e il titanismo
Il romantico è un individualista. Il poeta inglese George Byron incarna il ribellismo: l'eroe che sfida le convenzioni e le autorità. Da qui il titanismo, la sfida dell'individuo contro tutto ciò che lo limita, fosse pure il destino o Dio.
L'artista moderno si sente estraneo alla società borghese e disincantato: Hegel parla di «morte dell'arte», perché nel mondo moderno l'arte non è più la forma più alta della verità. È un disagio che si legge in Stendhal, in Friedrich Hölderlin, in Giacomo Leopardi, nel Manzoni dell'Adelchi. Ma proprio per questo l'artista si sente un genio creatore, e il sentimento, il «forte sentire», diventa una forma di conoscenza.
L'amore-passione
L'amore-passione diventa un modello di comportamento. Si oppone alla vita prosaica della famiglia borghese, fondata sull'interesse, ed entra in conflitto con una società dominata dagli affari. Per questo, nei romanzi e nei melodrammi, finisce quasi sempre in tragedia.
La storia, il popolo, la nazione
Gli illuministi vedevano la storia come una serie discontinua di epoche, molte delle quali segnate dall'ignoranza e dalla superstizione. Per i romantici la storia è invece la realizzazione progressiva dello spirito di ciascun popolo: un cammino, guardato con ottimismo, che porta dalla schiavitù alla libertà.
Ogni nazione cerca le proprie radici storiche, per affermare il diritto all'indipendenza e alla modernizzazione. Si riscoprono le tradizioni popolari, le leggende, le lingue; e si guarda al Medioevo come al primo momento delle identità nazionali, un'età primitiva, istintiva, religiosa.
Un movimento europeo, in tempi diversi
Il Romanticismo nasce in Germania e in Inghilterra negli ultimi anni del Settecento, si diffonde in tutta Europa e si esaurisce verso la metà dell'Ottocento. In Italia e in Francia arriva con quindici o vent'anni di ritardo, prima in Italia che in Francia, grazie alla mediazione di Madame de Staël: il suo libro De l'Allemagne (La Germania), pronto nel 1810 ma pubblicato nel 1813, fa conoscere nei paesi latini le nuove idee tedesche, e un suo articolo del 1816 apre in Italia la polemica fra classici e romantici.
L'intellettuale romantico è di solito un borghese, che vive della propria professione: può essere un patriota impegnato, come Ugo Foscolo o Byron, oppure un escluso, come Novalis. In Italia, dove il mercato culturale è piccolo, spesso deve affiancare alla letteratura un altro mestiere. Ma svolge comunque un ruolo ideologico di primo piano. I romantici italiani sono per lo più liberali o democratici; ma liberali sono anche molti classicisti. Per questo si parla di una cultura romantico-risorgimentale, che va dagli anni Venti agli anni Cinquanta.
Per orientarsi
Per orientarsi
- Come cambia nel tempo il significato della parola «romantico»?
- In quali campi il Romanticismo si oppone all'Illuminismo? Che cosa propone in ciascuno?
- Come concepiscono la natura i romantici? A quale tipo di società la contrappongono?
- Che cosa significa titanismo? Perché è un atteggiamento così diffuso in età romantica?
- In che cosa la concezione romantica della storia è diversa da quella illuminista?
- Che ruolo ha Madame de Staël nella diffusione del Romanticismo?
