Soglia
Perché questa lezione merita attenzione
Il rovesciamento romantico della luce e del buio: la notte, il sonno, l'ebbrezza e l'amore come vie verso l'eterno.
Perché per Novalis la notte vale più del giorno?
Dentro il testo
Il rovesciamento della luce
Da secoli la luce è il simbolo della verità e della ragione; per gli illuministi era addirittura il nome della loro epoca, l'età dei «lumi». Novalis rovescia questo simbolo. Il giorno è il tempo del lavoro, dell'«affaccendarsi infelice», del potere di ciò che è terreno: un tempo misurato, assegnato, finito. La notte invece è «senza tempo e senza spazio», eterna: è il regno dell'infinito.
L'inno si apre infatti con domande quasi impazienti, che suonano come un lamento: deve proprio tornare il mattino? Il ritorno del giorno è sentito come una violenza, l'interruzione di un'esperienza più alta.
Il sacro sonno
Al centro del testo c'è l'invocazione al sonno, che il poeta chiama «sacro». Il sonno vero non è il riposo quotidiano: quello è solo un'ombra, un riflesso pietoso della «vera notte». Il sonno di cui parla Novalis è l'immagine della morte, che per il poeta, dopo la scomparsa di Sophie, non è più un nemico ma la soglia dell'eterno e del ricongiungimento con chi si è amato.
Le vie verso l'infinito
Chi è «consacrato alla notte» conosce diverse vie per avvicinarsi al mistero. C'è l'ebbrezza: il vino, l'olio di mandorle, l'oppio, che spengono la ragione e aprono le porte dell'inconscio. C'è l'amore, anche fisico: il sonno aleggia intorno al seno della fanciulla e fa del suo grembo un cielo. E ci sono le antiche storie, i miti e le leggende, da cui il sonno viene incontro all'uomo portando la chiave delle dimore dei beati. Tutto ciò che sfugge al controllo della ragione diventa una possibile rivelazione.
Un linguaggio simbolico
È la poetica del simbolo di cui parlavano Goethe e i romantici tedeschi: la notte, il sonno, il papavero non stanno per un concetto preciso, traducibile in parole chiare, come avverrebbe in un'allegoria. Sono immagini che lasciano intravedere un significato superiore, inesprimibile, e lo comunicano per intuizione. La prosa ritmica, fatta di domande, invocazioni, ripetizioni e lunghe frasi cadenzate, ha il tono di una preghiera: è un inno, appunto, rivolto a una divinità.
Verso le competenze
Esercizi
Comprendere
- Che cosa rappresentano il giorno e la notte in questo inno?
- Chi sono gli «stolti» di cui parla il poeta? Che cosa non capiscono?
- Quali vie per avvicinarsi all'infinito sono indicate nel testo?
Analizzare
- Individua le domande e le invocazioni del testo. Che effetto producono?
- Perché si può dire che la notte e il sonno sono simboli, e non allegorie?
Dal testo all'epoca
- In che senso questo inno rovescia i valori dell'Illuminismo?
- Il tema della notte torna in molti poeti, da Foscolo (Alla sera) a Leopardi (Canto notturno di un pastore errante dell'Asia). Scegli uno di questi testi e confrontalo con l'inno di Novalis.
Esplora la rete dei collegamentiApprofondimenti motivati, non semplici contenuti correlati
Collegare
