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«Avvenente, intelligente e ricca»: analisi del testo

Emma è davvero come appare nella prima frase del romanzo?

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Schizzo a matita e acquerello di una giovane donna con una cuffietta e i riccioli scuri sulla fronte, seduta a braccia conserte, con lo sguardo rivolto di lato
Cassandra Austen, Ritratto di Jane Austen, 1810 circa, matita e acquerello. Londra, National Portrait Gallery. È l'unico ritratto della scrittrice eseguito dal vero, dalla sorella maggiore. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Un ritratto che sembra un elogio e un narratore che, con ironia leggera, mostra ciò che la protagonista non vede: l'inizio di Emma e il tema dell'inganno di sé.

Emma è davvero come appare nella prima frase del romanzo?

Dentro il testo

Un ritratto in tre aggettivi

Il romanzo si apre con una presentazione che sembra un elogio senza riserve. Emma è «avvenente, intelligente e ricca»: tre aggettivi in climax, dal più esteriore, la bellezza, al più concreto, la ricchezza, che nella società di Jane Austen decide quasi tutto. A queste qualità si aggiungono una casa comoda e un carattere felice. Emma ha quasi ventun anni, cioè sta per diventare maggiorenne, e finora ha avuto «ben poco che la affliggesse o la turbasse».

Ma già nella prima frase c'è una piccola crepa: Emma «sembrava» riunire i doni migliori dell'esistenza. Il verbo introduce un dubbio che il resto della pagina sviluppa. Il ritratto iniziale è quello che gli altri vedono in lei, e a cui lei stessa crede di dover corrispondere; il romanzo racconterà la distanza fra questa immagine e la realtà.

La voce del narratore

La seconda parte del brano rivela i difetti della protagonista. Lo fa con una frase calibrata con cura: «I veri mali della condizione di Emma erano, a dire il vero, il potere di fare un po' troppo a modo suo e la tendenza a pensare un po' troppo bene di sé». Il narratore prende le distanze dalla protagonista, ma con delicatezza: quel «un po' troppo» ripetuto attenua il giudizio senza cancellarlo. Subito dopo aggiunge che il pericolo, per ora, passa «inosservato»: Emma non si accorge dei propri limiti, il lettore sì.

È il segno caratteristico della scrittura di Jane Austen: un'ironia leggera, che non condanna il personaggio ma lo osserva dall'esterno, e che insegna al lettore a non fidarsi delle apparenze. Spesso la voce del narratore e i pensieri di Emma si confondono. Quando leggiamo con quanta «amicizia generosa e disinteressata» Emma abbia favorito il matrimonio di Miss Taylor, sentiamo in realtà il compiacimento della protagonista, convinta di aver combinato lei le nozze. La convinzione di saper leggere nei cuori degli altri e di poterne guidare il destino sarà il motore di tutto il romanzo, e la fonte dei suoi errori.

Una casa senza compagnia

Il primo dolore di Emma non viene da una disgrazia, ma da un matrimonio felice. Miss Taylor, istitutrice e poi amica, sposa il signor Weston e lascia la casa. La scena è quotidiana e quasi immobile: la cena a due, il padre che si addormenta, la lunga serata vuota. Emma ripensa ai sedici anni trascorsi con l'amica, e scopre una parola nuova: la «solitudine intellettuale». Il padre, gentile e affettuoso, non è una compagnia: «non sapeva starle dietro nella conversazione, né seria né scherzosa».

Dietro il tono della commedia si vede la condizione delle donne della piccola nobiltà di campagna. Per Miss Taylor, istitutrice senza patrimonio, il matrimonio è una sicurezza e un passaggio di condizione, segnato anche dal cambio di nome: da Miss Taylor a Mrs. Weston. Per Emma, ricca, il matrimonio non è una necessità, e per questo può permettersi di giocare a combinare quello degli altri. Ma la sua vita è chiusa in una casa e in un villaggio, e la mancanza di un'interlocutrice alla pari è per lei un vuoto reale.

L'inganno di sé

Il tema centrale del brano, e del romanzo, è la distanza fra la realtà dei fatti e le costruzioni con cui le persone si raccontano la propria vita. Emma vede sé stessa come una benefattrice e una giudice infallibile degli altri; il narratore ci mostra una ragazza abituata ad avere sempre ragione. Per questo Emma è stato letto come un romanzo molto moderno: le parole possono nascondere la verità invece di rivelarla, e ogni lettura, dei libri come delle persone, è un'interpretazione che può sbagliare.

Verso le competenze

Esercizi

Comprendere

  1. Che cosa sappiamo di Emma, della sua famiglia e della sua casa?
  2. Chi è Miss Taylor e che rapporto ha con Emma?
  3. Perché il matrimonio di Miss Taylor è per Emma un dispiacere?

Analizzare

  1. Individua nel testo le espressioni che rivelano l'egocentrismo della protagonista.
  2. In quali punti il narratore prende le distanze da Emma? Con quali parole attenua il suo giudizio?
  3. Che cosa intende il narratore con l'espressione «solitudine intellettuale»?

Interpretare

  1. Il brano traccia di Emma un profilo benevolo o quello di una ragazza viziata? Ciò che Emma pensa di sé corrisponde al vero? Argomenta la tua risposta con riferimenti al testo.
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