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Il romanzo e la novella in Germania e in Russia

Come può una storia assurda raccontare la realtà?

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Ritratto di un giovane dai capelli ricci e scuri e dalle lunghe basette, a braccia conserte, con un mantello a scacchi sulla spalla; alle sue spalle una piccola statua della Musa
Orest Kiprenskij, Ritratto di Aleksandr Puškin, 1827, olio su tela. Mosca, Galleria Tret'jakov. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Il fantastico di E. T. A. Hoffmann; la nascita della grande prosa russa, da Puškin e Lermontov a Gogol' e Turgenev.

Come può una storia assurda raccontare la realtà?

Lezione

La Germania: Hoffmann

In Germania, e più in generale nei paesi di lingua tedesca, dopo Goethe il romanzo sembra in declino. Prima del 1820 c'è però un autore di straordinario interesse, che influenzò Poe e fu anche un musicista: Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822). Hoffmann rappresenta visioni e fantasmi in ambienti descritti con precisione realistica.

Nella sua prima raccolta, Pezzi fantastici alla maniera di Callot (1814-1815), ebbe grande fortuna la fiaba Il vaso d'oro. Lo studente Anselmo, dopo aver rovesciato un cesto di mele di una vecchia venditrice, si ferma sulla riva del fiume, scoraggiato; fra i rami di un sambuco gli sembra di vedere tre serpentelli verde-oro. Quando va a lavorare come copista presso l'archivista Lindhorst, in una casa misteriosa, scopre che uno di quei serpentelli è Serpentina, la figlia dell'archivista; e con lei andrà a vivere nel regno di Atlantide, immagine della poesia e della fantasia. Si capisce perché Hoffmann sia considerato l'inventore del racconto fantastico, prima ancora di Poe.

Il romanzo Gli elisir del diavolo (1815-1816) è dedicato al tema del doppio, lo sdoppiamento della personalità, che in Italia sarà ripreso all'inizio del Novecento da Pirandello; vi compaiono anche altri motivi tipici del fantastico, come la follia e la telepatia. Nella raccolta Racconti notturni (1816-1817) si trova il celebre L'uomo della sabbia, studiato da Freud nel saggio Il perturbante (1919), in cui al tema dell'accecamento si unisce quello inquietante dell'automa. Seguono I fratelli di San Serapione (1819-1821), dove si fondono il grottesco e il patetico, e le Considerazioni filosofiche del gatto Murr (1819-1821), una bizzarra autobiografia romanzesca. Per questi aspetti fantastici e grotteschi, i romantici europei videro in Hoffmann il rappresentante più autentico dello spirito romantico tedesco.

La Russia: Puškin

L'età romantica vede nascere anche la grande letteratura russa. La Russia era entrata fra le grandi potenze europee nel Settecento, con Pietro il Grande e Caterina II.

Il fondatore della moderna letteratura russa è Aleksandr Sergeevič Puškin (1799-1837), che unisce l'influenza romantica di Byron a un ideale classico di purezza della lingua. Grande poeta e autore di teatro (il suo capolavoro drammatico è la tragedia di ispirazione shakespeariana Boris Godunov, scritta nel 1825), scrisse in versi anche un romanzo, Evgenij Onegin (1825-1832), un poema in otto capitoli con due protagonisti: Onegin, segnato da una leggerezza irresponsabile, e la virtuosa Tat'jana, che lo ama senza essere ricambiata; alla fine, quando la ritrova sposata a un altro, Onegin vorrebbe invano conquistarne l'amore.

Come narratore in prosa, Puškin scrisse racconti, come i Racconti di Belkin (1831) e La donna di picche (1834), e romanzi storici sul modello di Scott, come Il negro di Pietro il Grande, rimasto incompiuto, e soprattutto La figlia del capitano (1836), scritto poco prima di morire in un duello in cui fu costretto dalle voci sull'infedeltà della bellissima moglie. Il romanzo è ambientato al tempo della grande rivolta cosacca di Emel'jan Pugačëv contro Caterina II. Il protagonista non è un personaggio storico, ma un modesto alfiere, Grinëv; la sua vicenda, in cui ha un posto di primo piano l'amore per Maša, la figlia del comandante della fortezza di Belogorsk, si intreccia con quella di Pugačëv, capo dei ribelli. Il romanzo nasce da un'accurata ricerca storica e risente dell'influenza di Scott: la figura di Pugačëv, per esempio, ha qualcosa del Robin Hood di Ivanhoe. Ma, a differenza di Scott, Puškin non si concede lunghe descrizioni di scene e di ambienti, e segue un modello di essenzialità realistica.

Lermontov

Mentre Puškin unisce i temi romantici alla fermezza e alla purezza classiche, Michail Jur'evič Lermontov (1814-1841) è considerato il maestro del Romanticismo russo, soprattutto per il «demonismo» byroniano delle sue poesie e per il gusto anticonformista e ribelle della sua vita: fu esiliato nel Caucaso e morì giovane in duello, come Puškin. Il suo unico romanzo, Un eroe del nostro tempo (1840), riprende i temi demoniaci all'interno di un impianto realistico: in cinque racconti legati dallo stesso protagonista, che ha molti tratti autobiografici, si narra la storia di Pečorin, un «eroe del nostro tempo» che ostenta disprezzo per la folla e vive isolato e orgoglioso, mettendo alla prova sé stesso e gli altri con cinico sperimentalismo. L'opera ha qualcosa del romanzo-confessione, perché tre dei cinque racconti hanno la forma di un diario. La figura di Pečorin divenne un modello esistenziale per i giovani intellettuali russi, e i suoi temi demoniaci e ribelli passeranno a Dostoevskij e a molta letteratura russa moderna.

Gogol'

La tendenza al realismo si esprime più direttamente in Gogol', in cui assume i tratti grotteschi e surreali tipici della tradizione russa, e in Turgenev, più vicino ai modelli occidentali.

Nikolaj Vasil'evič Gogol' (1809-1852) aveva esordito in prosa con i racconti delle Veglie alla fattoria presso Dikan'ka (1831-1832), ispirati al folclore ucraino, a un mondo semplice e fantastico in cui i rapporti umani sono immediati, sereni, armoniosi. Al mondo ucraino appartiene anche il racconto lungo Taras Bul'ba, compreso nella raccolta Mirgorod (1835): ambientato nel Cinquecento, racconta con i toni di un'epica primitiva e quasi barbarica la tragica vicenda di un capo cosacco, Taras, in lotta per la libertà del suo popolo contro i polacchi. Taras uccide il figlio minore, Andrij, che lo ha tradito per amore di una giovane polacca, vede morire eroicamente il maggiore, Ostap, e infine viene catturato e bruciato vivo.

All'Ucraina, alternativa utopica, si oppone la vita moderna e cittadina dei cosiddetti Racconti di Pietroburgo: Il ritratto, La Prospettiva Nevskij, Le memorie di un pazzo, usciti nel 1835 nella raccolta Arabeschi; Il naso e La carrozza, dell'anno dopo; e Il cappotto, del 1842. In questi racconti la vita cittadina e soprattutto la burocrazia appaiono come la causa dell'infelicità umana. I più famosi sono Il naso e Il cappotto. Nel primo, di un umorismo surreale, un funzionario si sveglia senza naso, e lo vede andare in giro per Pietroburgo in uniforme, finché, dopo varie avventure, se lo ritrova al suo posto, sulla faccia. Nel secondo si racconta la vita grigia degli impiegati di Pietroburgo: uno di loro fa terribili economie per comprarsi, con il suo misero stipendio, un cappotto nuovo, che però gli viene rubato; muore di freddo e di disperazione.

Dopo questi racconti Gogol' si dedicò al teatro (la commedia L'ispettore generale è del 1836); deluso dall'accoglienza della critica e del pubblico, partì per l'estero e si stabilì a Roma. Qui scrisse il romanzo Le anime morte (1842), di cui resta solo la prima delle tre parti progettate, che avrebbero dovuto corrispondere alle tre cantiche della Commedia di Dante. L'inferno è la società russa, dominata dal denaro. Il protagonista, Čičikov, vuole comprare le «anime» (così si chiamavano i servi della gleba) «morte», cioè i contadini morti per i quali i proprietari dovevano ancora pagare la tassa fino al successivo censimento; acquistando per poco i loro nomi, spera di ottenere prestiti e terre, che si concedevano a chi possedeva un certo numero di servi. Il romanzo racconta le sue trattative e la serie di proprietari, personaggi meschini e attaccati al denaro, che incontra viaggiando per la campagna russa.

Turgenev

Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) visse fino all'epoca del realismo e del naturalismo, e fu amico di Flaubert e di Zola. Nella prima metà del secolo pubblicò le Memorie di un cacciatore (1852), che inaugurano la narrativa campagnola russa: con un realismo semplice ma efficace vi si racconta la vita dolorosa dei contadini russi. L'opera contribuì all'emancipazione dei servi della gleba, decretata pochi anni dopo, nel 1861, dallo zar Alessandro II.

Per orientarsi

Per orientarsi

  1. Perché Hoffmann è considerato l'inventore del racconto fantastico?
  2. Quali caratteristiche ha il romanzo storico di Puškin rispetto a quello di Scott?
  3. Chi è l'«eroe del nostro tempo» di Lermontov?
  4. Che cosa contrappone Gogol' fra i racconti ucraini e quelli di Pietroburgo?
  5. Che cosa sono le «anime morte» del romanzo di Gogol'?

Per andare oltre

Approfondimenti

  • Un naso in libera uscita

    Il maggiore Kovalëv si sveglia senza naso, e poco dopo lo vede scendere da una carrozza in uniforme da consigliere di stato ed entrare a pregare nella cattedrale di Kazan'.