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Il Romanticismo: i temi dell’epoca

Che cosa cambia, con il Romanticismo, nel modo di sentire la natura, la storia, l'amore e la patria?

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Una donna a seno nudo, con il berretto frigio e la bandiera tricolore, guida una folla armata di borghesi e popolani sopra una barricata, fra i caduti, nel fumo di Parigi
Eugène Delacroix, La Libertà che guida il popolo, 1830, olio su tela. Parigi, Musée du Louvre. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Perché questa lezione merita attenzione

Dal Congresso di Vienna all'Unità d'Italia: le grandi immagini dell'età romantica, la natura e la storia, il genio e il patriota, l'ansia di infinito, l'amore come passione assoluta.

Che cosa cambia, con il Romanticismo, nel modo di sentire la natura, la storia, l'amore e la patria?

Lezione

Un'epoca, una sensibilità

Fra il Congresso di Vienna (1815) e la nascita del Regno d'Italia (1861) l'Europa attraversa un mezzo secolo di restaurazioni e di rivolte, di trasformazioni economiche profonde e di guerre d'indipendenza. È l'età del Romanticismo.

Ancora oggi diciamo «romantico» per indicare qualcosa che riguarda le emozioni, i sentimenti, l'amore. Il significato storico della parola è più ampio, ma parte da qui. Il Romanticismo rifiuta il razionalismo illuminista e il culto dell'equilibrio classico; valorizza le passioni, l'intuizione, l'immaginazione, il sogno; ama la natura tempestosa e notturna, i paesaggi solitari, le rovine; vede nell'arte l'espressione del genio, che non obbedisce a regole. E unisce spesso il sentimento alla politica: il poeta inglese George Byron muore nel 1824 in Grecia, dove era andato a combattere per l'indipendenza dai Turchi, e molti romantici partecipano ai moti del 1820-21, del 1830-31 e del 1848.

Sullo sfondo c'è una società nuova. La borghesia, protagonista della rivoluzione industriale, impone i propri valori: il lavoro, l'utile, il profitto. Fra questi valori e gli ideali che i romantici coltivano si apre una frattura. Alcuni scrittori la raccontano in modo realistico, mettendo in scena i conflitti della società; altri cercano un riscatto nel sentimento, nell'ansia di infinito, nella religione.

Lo spazio e il tempo: la natura e la storia

There is a pleasure in the pathless woods,
There is a rapture on the lonely shore,
There is society where none intrudes,
By the deep Sea, and music in its roar.

(G. Byron, Childe Harold's Pilgrimage, IV, 178: «C'è un piacere nei boschi senza sentieri, c'è un'estasi sulla spiaggia solitaria, c'è una compagnia dove nessuno si intromette, accanto al mare profondo, e una musica nel suo fragore»)

Il romantico si sente estraneo alla società dell'utile e del profitto, e cerca nella natura un rifugio. Ma la natura non è più il meccanismo regolare descritto dalla scienza illuminista: è un organismo vivo, divino e misterioso, che mette l'uomo in contatto con l'assoluto. Per questo piacciono i paesaggi sublimi, quelli che insieme attraggono e spaventano: il mare in tempesta, le montagne, i deserti, le rovine, la notte. E quando la fede nella ragione vacilla, la mente si apre al sogno e alla fantasia.

Anche la storia cambia volto. Per i romantici è un cammino che ha un senso, un progresso: per questo il genere più amato diventa il romanzo storico, che racconta il passato per capire il presente. Ogni popolo cerca nel passato le radici della propria identità nazionale, e le trova soprattutto nel Medioevo, età di origini, di leggende, di fede, sentita come primitiva e pittoresca: è il Medioevo dei castelli e dei cavalieri di Ivanhoe di Walter Scott, ma anche quello dei Promessi sposi, ambientati nel Seicento, o dell'Adelchi.

Un vortice di neve, onde e fumo grigio e bianco, al centro del quale si intravede appena la sagoma scura di un battello a vapore
Joseph Mallord William Turner, Tempesta di neve. Battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth, 1842, olio su tela. Londra, Tate Britain. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Il genio artistico e il patriota

Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!

(Coro degli schiavi ebrei, dal Nabucco di Giuseppe Verdi, libretto di Temistocle Solera, 1842)

Due figure dominano l'immaginario romantico. La prima è il genio: l'artista che crea liberamente, senza rispettare le regole della tradizione, e che sente con dolore la distanza fra i propri limiti e l'assoluto a cui aspira. Da qui nascono il titanismo, la ribellione eroica dell'individuo contro tutto ciò che lo limita, e la Sehnsucht, il desiderio struggente di qualcosa che non si può raggiungere. Il compositore Ludwig van Beethoven, sordo e solitario, diventa l'immagine stessa del genio romantico.

La seconda figura è il patriota. Al cosmopolitismo degli illuministi, cittadini del mondo, i romantici oppongono i singoli popoli, ciascuno con la sua lingua, la sua storia, le sue tradizioni. In Italia questo significa il Risorgimento: la lotta per l'indipendenza e l'unità. E significa anche un'attenzione nuova per il popolo, per gli umili, che Manzoni mette per la prima volta al centro di un grande romanzo.

L'anima e il corpo: l'ansia di infinito

L'esperienza romantica è fatta di contrasti: fra esteriorità e interiorità, fra le convenzioni sociali e la libertà, fra il corpo e lo spirito, fra l'io e il mondo. Gli scrittori rispondono in due modi. Alcuni guardano al contrasto come a un fatto storico, che si può raccontare e forse superare: da questa strada nasce il romanzo realista. Altri lo sentono come un conflitto eterno, insolubile, fra l'io e l'assoluto: da questa strada nasce la grande poesia lirica, mistica e visionaria.

Contro il materialismo illuminista i romantici affermano il primato dello spirito. L'ansia di infinito si traduce spesso in un ritorno alla religione: in Manzoni, per esempio, nella fiducia nella Provvidenza che guida la storia.

Un uomo visto di spalle, in piedi su una roccia, contempla un mare di nebbia da cui emergono cime e montagne lontane
Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1818 circa, olio su tela. Amburgo, Kunsthalle. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

La donna e l'amore: una passione assoluta

Amor tremendo è il mio.

(A. Manzoni, Adelchi, atto IV, scena 1: sono parole di Ermengarda, la moglie ripudiata da Carlo Magno)

L'amore romantico è una passione totale, che dà senso a tutta la vita. Proprio per questo entra spesso in conflitto con le convenzioni, con le istituzioni, con l'ordine borghese fondato sull'interesse e sul matrimonio di convenienza. La donna diventa il simbolo, spesso irraggiungibile, di una vita piena; ma l'amore che non trova compimento genera malinconia, infelicità, malattia. Il legame fra amore e morte attraversa i romanzi e i melodrammi dell'Ottocento.

In una grotta, un giovane indiano stringe le gambe di una ragazza morta, vestita di bianco, che un vecchio monaco sta calando nella tomba
Anne-Louis Girodet-Trioson, Atala al sepolcro, 1808, olio su tela. Parigi, Musée du Louvre. Il quadro illustra il romanzo Atala (1801) di François-René de Chateaubriand. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Per orientarsi

Per orientarsi

  1. Quali sono le date che aprono e chiudono l'età romantica? Che cosa accade in quegli anni?
  2. Perché i romantici amano i paesaggi sublimi? Che cosa cercano nella natura?
  3. Perché il Medioevo diventa un'epoca così importante per i romantici?
  4. Che cosa significano titanismo e Sehnsucht?
  5. In quali due modi gli scrittori romantici vivono il contrasto fra l'io e il mondo?
  6. Perché l'amore romantico entra in conflitto con la società borghese?

Per andare oltre

Approfondimenti

  • Arte e cinema
    Francesco Hayez, Il bacio

    Il quadro-manifesto del Romanticismo italiano: un abbraccio che contiene l'amore come passione assoluta, l'addio del patriota, il gusto del vero e della storia.