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I bronzetti nuragici

Che cosa raccontano i bronzetti della vita dei Sardi nuragici?

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Disegno di una statuetta di bronzo di un guerriero con l’elmo a corna, lo scudo rotondo e un pugnale
Bronzetto nuragico dal Sulcis, intorno al 1000 a.C., in una tavola di G. Pinza, Monumenti primitivi della Sardegna, 1901. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

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Le statuette di bronzo trovate nei santuari mostrano capi, guerrieri, sacerdoti, pastori e animali: sono un ritratto della società nuragica e la prova di una vera industria metallurgica.

Che cosa raccontano i bronzetti della vita dei Sardi nuragici?

Lezione

Se le costruzioni nuragiche rappresentano un’importante testimonianza monumentale dell’organizzazione sociale e militare delle antiche popolazioni sarde e delle loro capacità tecniche, altrettanto importanti sono gli oggetti che in tali costruzioni sono stati ritrovati. Tra questi, di particolare rilievo e notorietà sono i bronzetti, cioè le statuine in bronzo riproducenti uomini, animali o oggetti, che avevano una funzione religiosa, di ex voto da offrire alle divinità, o una funzione ornamentale.

Oggetti di raffinato artigianato, stilizzati ma precisi nel realismo dei particolari, i bronzetti, oltre a dimostrare le capacità tecniche ed artistiche raggiunte dalle popolazioni nuragiche, rappresentano anche fonti di notevole interesse documentario, poiché ci rivelano tanti aspetti della vita sociale ed economica di queste popolazioni e dell’ambiente naturale in cui vivevano. Tra i più di cinquecento bronzetti rinvenuti nei santuari, nelle tombe o nei nuraghi, ci sono infatti quelli che rappresentano animali domestici come buoi, pecore, capre, maiali, cani; animali selvatici come mufloni, cinghiali, cervi, daini, volpi. Soltanto il cavallo non viene riprodotto, segno che era poco o nulla conosciuto.

Ci troviamo, insomma, di fronte a straordinarie fonti storiche. Le popolazioni nuragiche non ci hanno lasciato una documentazione scritta, poiché ignoravano la scrittura, quando altri popoli del Mediterraneo la conoscevano e praticavano: quindi soltanto attraverso le testimonianze architettoniche e artigianali possiamo ricostruirne, almeno parzialmente, i modi di vita, le abitudini, la cultura. In questo senso, preziosi segni della società nuragica sono anche numerosi manufatti in metallo, costituiti da armi, utensili per il lavoro contadino e pastorale, strumenti artigianali, oggetti necessari alla casa, come secchi o vasi, oggetti ornamentali, che dimostrano come in Sardegna fosse particolarmente importante l’attività mineraria e la lavorazione dei metalli. L’estrazione del ferro, del piombo e del rame dava luogo, infatti, ad un processo di trasformazione che, attraverso le diverse fasi della lavorazione, giungeva sino all’oggetto finito, assumendo quindi i caratteri — anche se embrionali — di una industria metallurgica.

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