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Officina delle lettere

Esci 1 / 1

Storia · Terzo anno

Aragonesi e Spagnoli

Che cosa lasciarono alla Sardegna quattro secoli di dominio aragonese e spagnolo?

Il percorso

I capitoli

  1. La conquista aragonese e il Regnum Sardiniae
  2. La Sardegna spagnola nel Cinquecento
  3. La Sardegna spagnola nel Seicento

Capitolo 1

La conquista aragonese e il Regnum Sardiniae

Nel 1297 il papa infeuda la Sardegna al re d’Aragona; la conquista comincia nel 1323 e incontra per quasi un secolo la resistenza dell’Arborea, piegata solo nel 1409 a Sanluri e definitivamente nel 1478 a Macomer. Il nuovo Regnum Sardiniae,…

  • L’occupazione
  • La struttura del Regnum Sardiniae
  • L’amministrazione
  • La struttura feudale
Un castello di pietra con torri merlate, dietro una fila di alberi
Il castello di Sanluri, presso il quale nel 1409 gli Aragonesi sconfissero l’esercito dell’Arborea: da una cartolina degli anni Sessanta. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Dalla Carta de logu

Due capitoli del codice di leggi promulgato da Eleonora d’Arborea intorno al 1392, poi esteso a tutta l’isola e rimasto per secoli la sua legge fondamentale: le pene per il furto di bestiame e il divieto di appiccare il fuoco alle stoppie prima dell’8 settembre.

Incisione di un sigillo rotondo con un cavallo rampante e la scritta «Iudicatus Karalitanus»
Un sigillo attribuito al Giudicato di Cagliari, con il cavallo rampante e la scritta «Iudicatus Karalitanus», dall’edizione della Carta de logu curata nel 1805 da Giovanni Maria Mameli de’ Mannelli. Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, foto di Robur.q.

Approfondimento

Eleonora d’Arborea

Figlia di Mariano IV, Eleonora governa l’Arborea alla fine del Trecento e guida la lotta contro gli Aragonesi fino a controllare quasi tutta l’isola: è diventata il simbolo dell’antica libertà dei Sardi.

Una statua di marmo di una donna in piedi su un alto piedistallo, in una piazza davanti a un palazzo
La statua di Eleonora d’Arborea nella piazza a lei dedicata a Oristano, davanti al municipio (1881). Wikimedia Commons, CC0, foto di Air fans.

Capitolo 2

La Sardegna spagnola nel Cinquecento

Con l’unione di Aragona e Castiglia la Sardegna diventa spagnola. Sotto Carlo V, impegnato altrove, i baroni rafforzano i loro privilegi; l’isola è base delle spedizioni contro Tunisi e Algeri e si difende dai pirati barbareschi. Con Filippo II cresce…

  • La prima metà del secolo
  • La lotta ai barbareschi
  • La seconda metà del secolo
Un cavaliere in armatura con la lancia in pugno, su un cavallo scuro, in un paesaggio al tramonto
Tiziano, L’imperatore Carlo V a cavallo nella battaglia di Mühlberg, olio su tela, 1548. Madrid, Museo del Prado. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Il Parlamento del Regno di Sardegna

Il Parlamento del Regno, diviso nei tre Stamenti militare, ecclesiastico e reale, votava i tributi chiesti dal sovrano, il «donativo», e in cambio presentava le sue richieste, che approvate diventavano legge. I suoi Atti, a partire dal 1355, sono una fonte preziosa per la storia…

Pagina di un manoscritto medievale con un’iniziale decorata e il testo scritto a mano
La prima pagina delle Ordinacions di Pietro IV d’Aragona sull’organizzazione della corte (1344): fu lui a convocare nel 1355 il primo Parlamento sardo. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Le incursioni barbaresche

Per secoli i pirati barbareschi del Nordafrica assaltano le coste sarde, saccheggiano i villaggi e catturano schiavi. Le popolazioni si ritirano nell’interno, e la Corona costruisce una catena di torri di avvistamento lungo le coste.

Una torre rotonda di pietra in cima a una collina coperta di macchia mediterranea, sul mare
La torre costiera di Chia, sulla costa meridionale dell’isola: una delle torri di avvistamento costruite fra Cinquecento e Seicento contro i pirati barbareschi. Wikimedia Commons, CC BY 3.0, foto di Olaf Tausch.

Capitolo 3

La Sardegna spagnola nel Seicento

Nel Seicento la Spagna in crisi chiede alla Sardegna sempre più tributi; le tensioni sfociano nel 1668 nell’uccisione del marchese di Laconi e del viceré Camarassa. Peste e carestie spopolano l’isola, l’economia ristagna; intanto il castigliano si affianca al catalano…

  • Fiscalità e tensioni politiche
  • Economia e società
  • Lingua e cultura
Ritratto di un re con i baffi in un ricco abito rosso e argento, con il bastone del comando
Diego Velázquez, Filippo IV a Fraga, olio su tela, 1644. New York, Frick Collection. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

Il trionfo della morte: peste e carestie nel Seicento

La peste del 1652-56 e la carestia del 1680-81 sconvolgono la Sardegna: i censimenti registrano un crollo della popolazione, che colpisce prima le città e poi le campagne.

Un paesaggio desolato invaso da un esercito di scheletri che travolgono uomini e donne di ogni condizione
Pieter Bruegel il Vecchio, Il trionfo della Morte, olio su tavola, 1562 circa. Madrid, Museo del Prado. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Approfondimento

La Chiesa nella Sardegna spagnola

Con gli Aragonesi e gli Spagnoli si riorganizzano le diocesi e arriva un clero spesso straniero; dopo il Concilio di Trento i Gesuiti aprono scuole e collegi, mentre l’Inquisizione spagnola perseguita gli eretici, come il giurista cagliaritano Sigismondo Arquer, arso vivo nel 1571.

Antica pianta a volo d’uccello di una città fortificata, con le mura, le strade e il porto
Veduta di Cagliari disegnata da Sigismondo Arquer e pubblicata nella Cosmographia di Sebastian Münster (1550). Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Per concludere

Torniamo alla domanda

Che cosa lasciarono alla Sardegna quattro secoli di dominio aragonese e spagnolo?